Carabinieri
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Lucca, 8 marzo 2016 - Svolta nell’inchiesta sulla morte della piccola Mia Cellerini, la bimba di 5 mesi di Castelnuovo Garfagnana deceduta la notte tra il 6 e il 7 gennaio 2015 subito prima del suo arrivo all’ospedale «S.Croce». A quattordici mesi di distanza da quella tragedia che sconvolse tutti, ecco il colpo di scena che getta una luce nuova sul caso. Le sofisticate analisi protrattesi per mesi in laboratori super specializzati hanno infatti evidenziato che la piccola era intossicata da cocaina, eroina e metadone. Sostanze stupefacenti che, nonostante la tenerissima età, Mia aveva metabolizzato, fino a lasciarne traccia nei capelli.

Sono stati quindi indagati per omicidio colposo i genitori Roberto Cellerini, 29enne originario di Calci, e Jessica Grilli, lucchese di 35, all’epoca residenti a Castelnuovo Garfagnana. La coppia, che ha avuto un altro figlio, non abita più a Castelnuovo: nei mesi scorsi erano stati accolti in due diverse comunità di recupero per disintossicarsi. Il pm Salvatore Giannino ha chiuso l’inchiesta e potrebbe presto chiederne il rinvio a giudizio. Il caso della piccola Mia aveva suscitato grande sconcerto e interrogativi. La sua morte, nonostante i genitori avessero avuto problemi di droga, era sembrata un episodio dovuto a cause naturali. Dall’autopsia eseguita oltre un anno fa non erano infatti emersi segni di violenza, traumi interni, o segnali di un qualsiasi maltrattamento fisico. Si andava verso una probabile archiviazione, ma gli accertamenti dei carabinieri della Compagnia di Castelnuovo, diretti dal capitano Paolo Volontè, avevano aumentato i sospetti del magistrato.

Oltre ai pannolini e gli indumenti sporchi di vomito della bimba, in casa erano state sequestrate anche due siringhe usate dal padre e del metadone. Il pm Giannino aveva deciso di andare fino in fondo. Oltre ai rilievi eseguiti all’istituto di medicina legale dell’ospedale di Pisa dagli anatomopatologi Chiara Toni e Vincenzo Nardini, il magistrato aveva incaricato il tossicologo forense Silvio Chericoni di approfondire le problematiche legate ad eventuali sostanze tossiche. Alcuni esami sono stati eseguiti in un laboratorio specializzato di Verona e alla fine è stata depositata la perizia completa.

Un dossier choc: mentre negli organi della piccola non c’erano tracce di droga (e quindi nessuna intossicazione acuta), nei capelli le sono stati riscontrati «depositi» di metadone, cocaina e eroina. Segno che la bimba aveva addirittura un’intossicazione cronica, metabolizzata. Una delle ipotesi è che possa aver assunto il metadone durante l’allattamento, ma cocaina e eroina restandovi a contatto prolungato nell’ambiente domestico. La consulenza dei tre esperti non chiarisce in modo univoco le cause della morte. Non si evidenzia infatti un nesso causale diretto tra le sostanze stupefacenti e il decesso. Ma lo scenario è quello di una contaminazione ambientale prolungata da droghe pesanti. La piccola Mia aveva avuto una crisi analoga anche due mesi prima. Convulsioni, vomito incessante e difficoltà respiratorie. Quasi come una «tossica» in crisi di astinenza.