Medici
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Lucca, 11 settembre 2019 - Pane condito con...muffe. Non al ristorante, e non in una mensa qualunque ma all’ospedale San Luca, servito direttamente a una paziente. Il caso, segnalato da una paziente, continua a far discutere e per questo abbiamo sollecitato l’Asl a fornirci ulteriori chiarimenti su un episodio che, anche fosse isolato, è difficile da ‘digerire’. «Sulla presenza di muffa sulle fette di pane confezionate, segnalata da un paziente dell’ospedale di Lucca, la direzione medica del “San Luca” – spiega l’Asl – ha ricevuto comunicazione del problema da parte del personale infermieristico che aveva provveduto già con il sistema informatizzato alla notifica della non conformità al provider del servizio. A seguito della comunicazione la direzione ospedaliera ha fatto un sopralluogo di verifica delle cucine, oltre ad inviare un richiamo formale alla ditta incaricata dell’erogazione del servizio. Dalla verifica ispettiva effettuata sugli alimenti presenti nel centro cottura non è emersa alcuna difformità, tuttavia è stata richiesta una revisione delle procedure di controllo e tracciabilità degli alimenti».

«Si precisa – continua la nota dell’Asl – che l’approvvigionamento del pane utilizzato per i pasti in ospedale è giornaliero da un panificio locale. Fino ad oggi non era emerso alcun tipo di disservizio ma, vista la gravità dell’episodio, l’Azienda sta valutando – in base agli esiti delle verifiche in corso – l’applicazione di tutte le penali previste dal contratto. Oltre ai controlli di routine, che già vengono eseguiti in maniera costante, saranno comunque effettuate verifiche aggiuntive finalizzate a garantire sempre maggiore sicurezza e qualità del servizio reso all’utenza». 
 
Un caso circoscritto, secondo l’Asl che specifica: «Dai risultati dell’ indagine sulla qualità del servizio – chiarisce – emerge che oltre l’80% delle persone ha dato una valutazione soddisfacente/buona». Sull’episodio interviene anche Elisa Montemagni, capogruppo in consiglio regionale della Lega. «Oltre alla signora in questione – dichiara – pare che questo inconcepibile inconveniente sia capitato ad altri ricoverati. Un fatto inaccettabile, ancor di più perché il problema è stato riscontrato in un nosocomio dove le attenzioni anche in ambito alimentare dovrebbero essere ai massimi livelli». Elisa Montemagni annuncia una visita al San Luca per verificare direttamente lo stato delle cose: «Non vorremmo che, oltre a fronteggiare il batterio killer, ci siano anche da monitorare ed analizzare i pasti, serviti a chi è ricoverato in una struttura sanitaria».