Lucca, 10 luglio 2018 - Hanno tentato un ultimo viaggio pur sapendo che il loro caro aveva ormai poche chance di farcela. Ma non volevano rassegnarsi a quella che per loro era un’ingiustizia: la gestione di una grave malattia, un melanoma, che secondo i familiari, sarebbe stata negligente. Si è spento proprio durante il percorso, un 48enne originario di Livorno, a bordo di un mezzo di soccorso che da Pisa lo avrebbe portato in un ospedale a Milano dove l’uomo non è mai arrivato. 

La famiglia, originaria della provincia di Lucca e con alcuni contatti sul nostro territorio, si era rivolta alla Croce Verde di Porcari per il trasporto, a pagamento. Il paziente, con l’assistenza garantita al seguito, è partito in tarda serata del 7 luglio, ma, poco dopo la mezzanotte, le sue condizioni sarebbero peggiorate. Precipitando infine poco tempo dopo la partenza: l’uomo infatti non si è più ripreso. Dalla Croce Verde è stato fatto il possibile, allertando anche l’ospedale più vicino: l’ambulanza quando il paziente si è sentito male si trovava sulla Cisa, ma non c’è stato il tempo di intervenire in altro modo perché il suo cuore ha cessato di battere intorno alle 24.30 dell’8 luglio.

Un dolore grande per i suoi familiari che hanno provato anche a trasferirlo in un centro specializzato del Nord per fargli ricevere le cure che, a loro dire, non sarebbero state prestate nel nosocomio pisano. Ma anche tanta rabbia, appunto, per quanto è successo. La stessa che li avrebbe spinti a rivolgersi a un avvocato per fare chiarezza e fugare ogni dubbio sulla correttezza e la tempestività delle cure e della diagnosi ricevuta in ospedale. Un legale proprio del capoluogo lombardo che seguirà il nucleo familiare in questa battaglia.

Vogliono infatti capire se davvero ci sono state colpe mediche in questa vicenda e se il destino del 48enne fosse stato segnato oppure se c’era modo di salvarlo. Presenteranno quindi una denuncia. Nelle prossime ore seguiranno tutte quelle operazioni di routine che avvengono in questi casi con il sequestro delle cartelle cliniche e, se ci saranno gli estremi, anche l’autopsia del 48enne.