La manifestazione dopo l'omicidio di Vania (foto Alcide)
La manifestazione dopo l'omicidio di Vania (foto Alcide)

Lucca, 2 settembre 2016 - «Cosa mi aspetto dal vertice sul contrasto alla violenza di genere? Parole, ancora parole. Sono sfiduciata. Ormai chi, come me lavora nel volontariato, persino in ambiti così delicati e difficili, diventa un San Tommaso: o si tocca con mano o non si crede più». Un’esternazione, quella della presidente dell’associazione Luna Onlus, centro antiviolenza, pesante come un macigno, che libera tutta l’amarezza di chi ogni giorno deve fare i conti con il fatto che tutta la buona volontà di questo mondo – di fronte a un problema come il femminicidio e la tutela dei minori – non basta. E che anche alle ultime promesse dei politici, il sindaco Tambellini e il presidente della Provincia Menesini in primis, ad oggi non sono corrisposti fatti.

«Niente, ancora una volta devo riscontrare che a quel profluvio di buone intenzioni soltanto dichiarate all’indomani della terribile morte di Vania, non è seguita nessuna azione concreta – sottolinea Daniela Caselli –. A volte anche piccole cose farebbero la differenza, come proficue sinergie tra uffici, o azioni coordinate tra i Comuni. Le idee le abbiamo, ma dall’altra parte troviamo muri». Tra le ’piccole’, importanti idee, ad esempio, quella di un opuscolo che le farmacie potrebbero mettere nel sacchetto di chi, ad esempio, compra una pomata per i lividi. Oppure il pronto intervento sociale intercomunale. «Per dar corpo a questo tipo di struttura – spiega Daniela Caselli – basterebbe un piccolo contributo da parte, ad esempio, dei Comuni di Lucca, Capannori e Porcari. Sarebbe importante per rispondere alle richieste di assistenza, ad esempio, durante le festività, quando ci troviamo da sole».

E poi ci sono le esigenze di ogni giorno. «Dai Comuni riceviamo una retta per ogni ospite da accogliere nelle case rifiugio – spiega la referente di Luna Onlus –. Ma è chiaro che i costi sono fissi, non a spot. Ci sono affitti, duemila euro il mese per le due abitazioni, le utenze. Ci sono tre dipendenti, un’educatrice, una psicologa e un’assistenza sociale, con la coordinatrice. In più il cibo, il vestiario. E c’è una formazione continua che è fondamentale e a cui spesso provvediamo a nostre spese. Il problema di fondo è che l’assitenza alla donna vittima di violenza non può essere frutto di improvvisazione». Il bicchiere mezzo pieno è la vicinanza al problema che stanno dimostrando le due Fondazioni cittadine, spesso pronte a sostenere progetti specifici come quello per il sostegno scolastico dei bambini, laboratori sui giochi, di cucito, corsi di italiano o il conseguimento dell’hccp per poter trovare un lavoro. E poi il moto spontaneo di generosità. In particolare infermieri e vigili urbani organizzano spesso raccolte di vestiti o beni necessari che poi consegnano a Luna Onlus. Domani, per Lucca di Notte, dedicata a Vania Vannucchi e a tutte le donne vittime di femminicidio, la Luna Onlus avrà un banchetto nel punto di partenza della marcia, al Baluardo San Martino, per raccogliere le donazioni. E la gara sarà anche e soprattutto sul fronte della solidarietà.