Lucca, 2 settembre 2018 - Uno scricchiolio e poi il bestione alto dieci metri che viene giù, fracassandosi sulle Mura. Dritto a pochi passi dalla Cavallerizza, dove, per fortuna, in quel momento non stava passando nessuno. La giornata da cani di Lucca, che ieri è stata bombardata da quasi 90 millimetri di pioggia, è iniziata con una scena da brividi: un platano monumentale sbarbato da terra e crollato di traverso sulla passeggiata. In pratica una bomba di legno da decine di tonnellate che, per fortuna, non ha fatto feriti. Solo enorme spavento. 

A causare il crollo, secondo i primi rilievi dei vigili del fuoco, che hanno segato in due la pianta e liberato il passaggio, sarebbe stata l’acqua e il cosidetto effetto cucchiaio: la pioggia ha inzuppato il terreno, scavandolo e rendendolo come pastafrolla. Poi si è mangiata la terra intorno alle radici, finché la pianta non è collassata sotto i colpi del peso e del vento. Il crollo infatti è avvenuto intorno alle 12.30, quando già in appenza mezz’ora erano caduti quasi 40 millimetri di pioggia. La perizia arriverà nei prossimi giorni: i tecnici ora dovranno stabilire in quale classe di rischio fosse posta la pianta (e quale fosse l’esito dell’ultima Vta, l’esame visivo) e se le radici fossero malate.

Ma lo schianto del gigante verde non è stato l’unico disagio patito ieri dai lucchesi. Un tronco è finito in strada in via Civitali mentre sulla Sarzanese, nel tratto che scende dal monte Quiesa a Maggiano (foto a fianco), un albero ha troncato in due la viabilità che è stata ripristinata solo un’ora dopo. La pioggia però ha picchiato duro soprattutto dentro le Mura dove il pluviometro dell’Orto Botanico dalle 12.30 alle 13.30 ha registrato ben 60 millimetri di pioggia cumulata. Ad andare sott’acqua sono stati gli spalti accanto all’ex Campo Ballila e l’ingresso al baluardo San Paolino. Qui l’effetto Venezia è stato record: quasi mezzo metro d’acqua a sbarrare le sortite delle Mura off-limits per tutto il giorno. Il centralino dei vigili del fuoco, soltanto in centro ha eseguito quasi 20 interventi tra cantine allagate.

Brividi anche in via Cenami dove l’acquazzone, al civico 23, ha causato il crollo di un pezzo di cornicione. Anche qui la fortuna ha dato una mano a evitare tragedie. Il frammento crollato si è schiantato su una persiana aperta ed è arrivato al suolo già in frantumi. Guai pure in via Fillungo e a San Donato dove la mitragliata d’acqua ha mandato in corto una centralina dell’Enel. Il risultato: fiamme della centralina sotto la pioggia e luce a intermittenza per mezz’ora. Fuori uso nel primo pomeriggio anche il sottopasso di borgo Giannotti e quello di San Concordio. Il nubifragio ha colpito duro anche le vie del centro come via Brunero Paoli dove l’acqua ha raggiunto la caviglia (e le caditoie intasate hanno fatto cilecca) e piazzale Ricasoli, di fronte alla Stazione. Oggi, dal cielo potrebbe arrivare il bis. L’allerta diramata è quella gialla: temporali, raffiche di vento e grandinate fino a mezzanotte. Ma soprattutto dita incrociate.