Baccelli e Tambellini

Lucca, 16 gennaio 2017 - Difficile, anche per gli stessi addetti ai lavori - sia i renziani che i tambelliniani - esporsi con delle previsioni. In settimana i nodi potrebbero essere sciolti. Le ipotesi sul piatto sono varie mentre le certezze davvero poche. Dopo che mercoledì scorso è saltata l’intesa proprio tra Tambellini e i renziani, si sono aperti più scenari. Il commissario comunale Stefano Bruzzesi aveva preparato un testo di accordo che prevedeva che la stragrande maggioranza della lista Pd alle comunali fosse decisa dalla componente renziana per bilanciare la presenza delle liste espressione dirette di Tambellini. In pratica, solo 4 dei 32 candidati sarebbero dovuti uscire dall’entourage del sindaco. Tambellini, dal canto suo, ha rilanciato proponendo invece 10 candidati su 32. E su questo l’accordo è saltato.
 
Secondo voci interne al Pd, Tambellini avrebbe anche accettato l’intesa, ma sarebbe stato il suo entourage a consigliarlo di rompere il tavolo delle trattative. Anche se c’è chi prospetta un nuovo incontro in settimana per una mediazione. Dunque gli scenari. Tambellini potrebbe tornare sui suoi passi ed accettare l’accordo: ipotesi assai difficile. In questo modo sarebbe il candidato del Pd senza passare dalle primarie. Se invece l’accordo continuerà a non esserci, potrebbe candidarsi senza il sostegno del partito che a quel punto sceglierebbe un suo candidato.
 
In pole position il consigliere regionale Stefano Baccelli che però non ha ancora sciolto le riserve. Se invece il sindaco, pur senza accordo, vorrà avere il sostegno del Pd, dovrà accettare le primarie (non dovrà però raccogliere le firme perché è sindaco uscente) previste una domenica tra il 19 febbraio e il 5 marzo. A intervenire chiedendo al Pd di scuotersi è il sindaco di Viareggio Del Ghingaro che su Facebook scrive: «Rinvenitevi. Penso che il Pd lucchese si debba rinvenire velocemente, per evitare di continuare a fare brutte figure. Lo penso perché a Lucca, in vista delle amministrative, sta dando uno spettacolo triste, infarcito di comportamenti tipici della vecchia politica, quella che il suo leader Renzi avrebbe invece voluto rottamare. Trattative sul numero dei candidati per area di appartenenza, numero di assessori divisi per corrente, tentativo di impallare il sindaco uscente con ricatti politici vari, sindaco uscente effettivamente impallato che reagisce male, impermalosito. Tattiche tipiche della passata nomenclatura democristiana. Oggi a Lucca questa politica stantia non viene capita da nessuno e se il Pd non si rinverrà velocemente i cittadini lo puniranno. Aprite porte e finestre al cambiamento, ascoltate i cittadini. Lo dico di nuovo, da iscritto espulso, da simpatizzante mortificato, da sindaco e da cittadino: rinvenitevi!».