Lucca, 16 aprile 2018 - Veramente per i genitori tifosi e nonno Marsilio Bresciani il risultato finale avrebbe potuto essere più felice per i colori viola, ma va bene anche così. Per una domenica il cuore di papà e mamma ha prevalso su quello di tifosi e, dato che le bimbe erano al settimo cielo, alla fine erano ultrafelici anche loro.
 
Carolina Torriani, sei anni, di Barga è entrata in campo con la divisa viola tenendo per mano il capitano della Spal, l’attaccante Antenucci, mentre Margherita Librizzi, 9 anni seguiva tenendo per mano il bravissimo portiere della Spal Meret, sicuramente il migliore in campo, purtroppo per i fan viola che avrebbero voluto la settima vittoria consecutiva.
 
Le due bimbe erano accompagnate da ben 13 persone tra parenti e amici, tutti di fede viola, a parte papà Francesco Librizzi, milanista, ma per un pomeriggio tifoso viola in curva. «Sicuramente per Carolina - commenta papà Michele Torriani - è stata un’esperienza bellissima. Quando si saliva in macchina per il viaggio di ritorno mi ha chiesto quando potevamo ritornarci in quel bello stadio colorato di viola. Mi ha raccontato che Antenucci le ha chiesto come si chiamava e se era la prima volta che veniva a far tifo per la Fiorentina. Per un pomeriggio tifosa anche mia moglie Tania che di calcio si è sempre interessata poco». 
 
A fine gara un po’ imbronciato per il risultato nonno Marsilio Bresciani, presidente storico del Viola Club Garfagnana, nonno di Margherita Librizzi, ma felicissimo per la stupenda giornata regalata dalla Fiorentina alla nipotina. «Veramente un’organizzazione d’applauso - commenta mamma Alessandra Bresciani - quella che la Fiorentina sa promuovere ogni domenica per avvicinare i bambini al calcio. Margherita era felicissima a fare tifo con me durante la partita, ma un po’ indispettita per le grandi parate che faceva il portiere della Spal, che proprio lei aveva accompagnato in campo».
 
«Nel dopo partita - aggiunge - c’è stato il cosiddetto terzo tempo e tutti i giocatori si sono fermati per un poco con le mascotte a dialogare, a sorridere e a farsi scattare fotografie. Margherita mi ha detto che anche l’arbitro Orsato le ha dato la mano. Insomma si è sentita importante. Emozionante poi il boato quando le due squadre sono entrate in campo e al 13’ il lungo applauso per Astori».

Dino Magistrelli