’imbottigliamento dell’acqua Silva, nello stabilimento di Pracchia
’imbottigliamento dell’acqua Silva, nello stabilimento di Pracchia

Lucca, 5 luglio 2019 - Ai primi di agosto nei supermercati della Toscana l’acqua Silva sarà in vendita nella bottiglia da un litro realizzata al 50% in materiale rigenerato. Sarà il primo esempio in Italia di contenitore di acqua minerale realizzato con questa formula, ad essere diffuso fra la grande distribuzione e il canale “Horeca”, che fornisce hotel, ristoranti e catering. La bottiglia ecologica sarà un traguardo raggiunto dal Gruppo Puccetti, storico nome dell’imprenditoria lucchese e toscana, impegnato in vari settori industriali: dall’edilizia stradale al cartario, dalla plastica alle acque minerali. La sinergia negli ultimi due campi ha prodotto come frutto virtuoso proprio il contenitore sostenibile. «Sarà realizzato al 50% con polietilene vergine e per l’altra metà con polietilene tereftalato che acquistiamo per ora solo in Austria e Spagna, gli esami garantiscono la massima sicurezza per il contenuto sia dal punto di vista chimico che batteriologico. Il primo modello conterrà acqua naturale, ma anche per la frizzante la funzione sarà garantita. E passeremo dal litro alla quantità superiore e alle bottigliette da 500 cc». 
 
Parla Massimo Puccetti, 54 anni, amministratore delegato di Sorgente Orticaia srl, che commercializza le acque Silva e Monteverde, imbottigliate a Pracchia sull’appennino Pistoiese e la Fonte Ilaria il cui stabilimento è a Monsagrati di Pescaglia in provincia di Lucca. Al gruppo Puccetti fa capo anche l’azienda che produce preforme in plastica per le bottiglie di minerale: il 30% utilizzate per i marchi di famiglia, il resto fornite in tutta Europa. L’iniziativa potrebbe fare scuola ed essere seguita da altre case. «Le normative italiane consentono l’impiego massimo del 50% di materiale rigenerato per i contenitori di acqua, la Ue prevede l’uso esclusivo di materiali di recupero, già avviato in Germania, e che magari col tempo sarà permesso anche in Italia», riferisce Puccetti. Ma perché ci si è spinti nella produzione delle bottiglie “ecologiche”? «Il nostro è un gruppo nato e sviluppatosi in ambito familiare. Fondato da mio padre e dai suoi fratelli, oggi è gestito dai loro sei figli, mentre si affaccia la terza generazione. Ecco, vorremmo lasciare ai nostri eredi un mondo migliore ed un’azienda che faccia della sostenibilità ambientale ed etica la propria bandiera. Si può fare business anche rispettando l’ambiente». 
 
Il recupero dei materiali, del resto, è nel dna di un gruppo nato nel 1953 come impresa edile stradale su iniziativa dei fratelli Edo, Luciano e Giampiero Puccetti che fra il 1975 e l’86 aprirono cantieri in Arabia e in Libia.
«L’impresa ha sempre fatto del recupero dei materiali inerti una delle proprie caratteristiche», racconta Puccetti. Vocazione proseguita con effetti ancor più intensi dal 1978 quando i Puccetti fondarono a Diecimo la Mondialcarta, che fabbrica cartone da imballaggio esclusivamente da carta rigenerata. L’uso di materiali di recupero è oggi esteso alla fabbrica di preforme in plastica per l’acqua che ha sede nel quartier generale dei Puccetti in via Maulina a Monte San Quirico, nella campagna di Lucca. La linea verde dei Puccetti si completa con la produzione di 8000 kwh all’anno di elettricità da gas industriale. 
 
Tutto green tutto (o quasi ) ecologico. Anche le famigerate bottigliette, accusate di infestare mari e terreni. «Diamo un contributo a ridurne il numero, recuperandole e rigenerandole più e più volte. Che vengano smaltite in modo inappropriato dipende dalla maleducazione dei singoli, non da chi le produce. All’estero al supermercato ti danno una monetina per ogni bottiglia che consegni al recupero. Da noi non ancora, ma speriamo con la nostra operazione di favorire la crescita della sensibilità ambientale e civile. Ne saremmo orgogliosi»