Lo striscione appeso da “Ridolina“ fuori dall’ospedale di Cisanello
Lo striscione appeso da “Ridolina“ fuori dall’ospedale di Cisanello
Non è più in pericolo di vita Irene Cervelli, l’impiegata capannorese di 41 anni colpita da un ictus il 4 giugno scorso, nove giorni dopo la somministrazione della prima dose del vaccino AstraZeneca all’open day del Campo di Marte. Un malore che si sospetta legato proprio al vaccino. I medici dell’ospedale di Cisanello, dove era stata subito ricoverata e operata, adesso hanno sciolto la prognosi, anche se la donna è ancora in stato di coma. Irene comunque respira autonomamente e i suoi parametri vitali sono ritenuti stabili. La...

Non è più in pericolo di vita Irene Cervelli, l’impiegata capannorese di 41 anni colpita da un ictus il 4 giugno scorso, nove giorni dopo la somministrazione della prima dose del vaccino AstraZeneca all’open day del Campo di Marte. Un malore che si sospetta legato proprio al vaccino. I medici dell’ospedale di Cisanello, dove era stata subito ricoverata e operata, adesso hanno sciolto la prognosi, anche se la donna è ancora in stato di coma. Irene comunque respira autonomamente e i suoi parametri vitali sono ritenuti stabili.

La famiglia Cervelli, tramite l’avvocato Giovanni Mandoli, ha rilasciato a riguardo quello che definisce "l’ultimo comunicato stampa al fine di divulgare aggiornamenti sullo stato di salute di Irene".

"La prognosi relativa a Irene – spiegano i familiari – non è più riservata. Difatti Irene versa in uno stato di coma e non risulta più soggetta a sedazione. Respira autonomamente, quindi non più con l’ausilio di un respiratore, ed i propri parametri vitali risultano stabili. Dopo una breve degenza in terapia intensiva Irene sarà trasferita in una struttura di riabilitazione neurologica e sottoposta ad apposita terapia medica volta a sollecitarne il risveglio".

"I miglioramenti derivanti dall’uscita dallo stato di coma –si legge ancora nella nota diffusa tramnite il legale – sono imprevedibili, possono essere più o meno veloci e dipendono dalla gravità del danno encefalico che ha provocato, in origine, lo stato comatoso. Di conseguenza prima di assistere ad eventuali progressi nella paziente trascorreranno alcune settimane se non addirittura mesi. Pertanto la famiglia chiede espressamente di allentare la pressione mediatica che si è creata involontariamente sulla stessa nelle ultime settimane, rispettando la loro privacy in questo periodo così delicato che dovrà essere affrontato".

La famiglia inoltre ci tiene a "ringraziare nuovamente tutto il personale del reparto di rianimazione neurologica del nosocomio di Cisanello per il grande lavoro profuso nei confronti di Irene sia da un punto di vista professionale che umano ed esterna il proprio grazie anche nei riguardi dell’associazione “Ridolina”, di cui Irene fa parte, per il continuo sostegno e conforto manifestato anche con uno striscione appeso all’ingresso dell’ospedale pisano".

Sul fronte legale la famiglia, alla luce del quadro clinico di Irene, ha dato formale mandato all’avvocato Giovanni Mandoli e all’avvocato Federico Corti "di procedere nelle sedi opportune al fine di far chiarezza circa eventuali responsabilità su quanto accorso alla medesima". In sostanza l’annunciato esposto, suffragato da esami e cartella clinica, perché si faccia piena luce sull’accaduto.

Paolo Pacini