Lucca, 13 maggio 2018 - Due paesi sotto choc, Piano di Coreglia e Ghivizzano, vicinissimi geograficamente e oggi accumunati dagli stessi sentimenti di cordoglio e vicinanza alla famiglia di Rudy Biagioni, il giovane di 26 anni che venerdì sera ha perso la vita nel tragico incidente stradale mentre in sella alla sua moto è andato a scontrarsi con l’auto guidata da un suo caro amico. Percorrevano la stessa strada, via Nazionale, nella stessa direzione di marcia poco dopo le 20; lo schianto è stato fatale.

Uno choc incredibile per l’automobilista scoprire, dopo la cecità dei primi momenti concitati e di grande sconvolgimento emotivo, che sotto il casco c’era il caro Rudy, senza vita. Momenti tragici che lo hanno segnato profondamente e per i quali non riesce a darsi pace, racconta chi gli è vicino in questo momento. La fatalità dell’evento e l’incrocio di destini così beffardo sono argomenti che nelle ultime ore tengono banco nelle conversazioni, anche se poi si arriva alla pragmatica considerazione che nelle strade dei piccoli paesi come questi, soprattutto di sera, è più facile incontrare un amico o un vicino di casa piuttosto che un perfetto sconosciuto.

FIORI L’omaggio a Rudy Biagioni (a lato) nel punto in cui ha perso la vita L'omaggio lasciato nel punto in cui il 26enne ha perso la vita

Rudy l’amico indimenticabile, Rudy il figlio, Rudy il padre, Rudy il meccanico esperto, Rudy il motociclista appassionato; questi solo alcuni aspetti che emergono dagli inevitabili racconti che si susseguono nei ricordi delle persone che dal primo momento, seppure increduli, già rimpiangono qualcosa di lui. Niente falsa retorica, però, nessun luogo comune buttato lì per convenzione. Non era né il più bravo, né il più altruista; era semplicemente un giovane che viveva la sua vita con l’entusiasmo e i chiaro scuri che contraddistinguono normalmente quella età. A emergere con forza è la sua caratteristica di grande amico con la sua naturale predisposizione a passioni, hobby e spazi dedicati al tempo libero, che lo vedevano far parte di gruppi sociali dedicati allo sport, moto e scooter in particolare, pesca, del quale era un grande appassionato, condivideva con alcuni anche il piacere per i tatuaggi.

Il profilo Facebook di Rudy, già trasformato in account commemorativo, è in queste ore sommerso dai post di chi lo ha amato o anche soltanto conosciuto e apprezzato, e lascia per lui un pensiero, una parola o anche un semplice «ciao», esprimendo così il desiderio di condividere un dolore comune. Sul muretto del marciapiede dove è tristemente presente il contorno della sua sagoma, disegnata per i rilievi tecnici, sta crescendo il numero di fiori apposti per lui, in attesa dell’ultimo saluto.

I funerali sono previsti per lunedì alle 16 nella chiesa di Ghivizzano Basso, mentre in Procura, anche sulla base dei rilievi effettuati sul posto subito dopo l’incidente, si sta tentando di ricostruire gli attimi in cui il dramma si è consumato. Gli atti sono in mano al sostituto procuratore di turno, Giuseppe Amodeo, che potrebbe iscrivere nel registro degli indagati il ragazzo alla guida della Punto contro cui Rudy si è schiantato. Quello che tecnicamente viene definito ‘un atto dovuto’ in circostanze simili e che non tengono conto della tragedia nella tragedia di chi ha perso un amico e si sente persino, in qualche maniera, responsabile anche se forse l’unico responsabile è il destino.