Il linguaggio anti-violenza. Le parole fanno differenza

Il seminario di Ast e Regione si è svolto in città con il Prefetto e il centro Luna “La formazione è importante per non rischiare di veicolare messaggi sbagliati“.

Il linguaggio anti-violenza. Le parole fanno differenza

Il linguaggio anti-violenza. Le parole fanno differenza

“Un ciak, due punti di vista” è il progetto avviato dalla Prefettura con tre scuole superiori della provincia mirato a combattere gli stereotipi della violenza di genere attraverso filmati interpretati dagli studenti degli istituti coinvolti. L’iniziativa è stata annunciata dal prefetto di Lucca Giusi Scaduto durante il seminario organizzato dall’Associazione stampa Toscana in collaborazione e con il patrocinio della Regione Toscana che si è svolto alla biblioteca civica “Agorà” dal titolo “Il linguaggio del femminicidio”.

Al dibattito, moderato dal presidente dell’Ast Sandro Bennucci, hanno partecipato come relatori, la segretaria dell’Ast Lucia Aterini e la collega Barbara Anto. È intervenuta con un audiomessaggio Cristina Manetti, capo di gabinetto della presidenza della giunta, che ha inviato l’apprezzamento per l’iniziativa del presidente Eugenio Giani. L’annuncio del prefetto Scaduto (che ha mostrato un estratto del cortometraggio distribuito nelle sale cinematografiche, a partire da “Lucca cinema” ) si basa sull’idea di ribaltare i ruoli maschile e femminile facendo interpretare la parte della donna vittima di violenza a uno studente), è stato poi seguito dagli interventi dalle operatrici del centro antiviolenza Luna di Lucca. Hanno parlato la presidente la presidente Daniela Caselli e le psicologhe Silvia Selvi e Ilaria Colombani.

Durante il seminario è stato registrato un incrocio di esperienze tra le operatrici e i giornalisti. È intervenuto anche Francesco Meucci, caposervizio della Nazione di Lucca, che ha raccontato come è cambiato i modi di trattare le notizie dei femminicidi dall’inizio della sua carriera fino ai giorni nostri. Il linguaggio può essere un grande alleato contro la violenza di genere perchè, come evidenzia il Centro La Luna, “proprio nel momento in cui dovrebbe esserci equità succede che nei femminicidi raccontati l’uomo è penalmente responsabile e la donna lo è moralmente. E’ importante rafforzare il concetto chiave, che il linguaggio informativo ha un ruolo formativo“. Dunque un evento ad azione concentrica, per un cammino intrapreso che non si ferma. Il prossimo seminario, sempre organizzato dall’Ast. Associazione Stampa Toscana, con la Regione Toscana, sul linguaggio del femminicidio si svolgerà in autunno a Prato.