Lucca Comics
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Lucca, 23 gennaio 2019 - Il campo Balilla? Insostituibile. Ne è convinta Lucca Crea che interviene sul dibattito relativo all'utilizzo degli spalti come scenografia e contenitore per i Lucca Comics. Un dibattito già sollevato nel 2012. "Lucca Games _ spiegano gli organizzatori dei Comics _ non e’ un organismo indipendente dal resto della manifestazione, che insiste per un breve periodo sull’ex Campo Balilla: il padiglione Carducci è parte integrante di un ecosistema complesso, fatto di interazioni di grandi gruppi editoriali e contenuti culturali, con cui siamo riusciti a ingaggiare tutto il tessuto del centro storico. L’ex Campo Balilla non è solo una estroflessione del centro storico per il Piano della Sicurezza, ma lo è anche per le strategie di major come Hasbro e Mondadori. Autori, ospiti, attività si muovono in costante dialogo tra il padiglione e la città, basti pensare al gioco di ruolo dal vivo, che si esprime sulle Mura, partendo dagli stand del Balilla".

Secondo Lucca Crea, il Polo Fiere non potrebbe ospitare il padiglione Games, a causa delle ridotte dimensioni. "Spazi ridotti (il 60% lordo rispetto alla tensostruttura del Balilla)- aggiungono -  e una sezione verticale che per la conformazione colonnata, non può accogliere gli stand dei gruppi, che vivono in costante relazione in termini di sviluppo di prodotto e licenze con gli operatori del centro storico. Tanto meno possiamo pensare di mandare le major internazionali in un mercato ortofrutticolo, che non ha spazi idonei. Il padiglione Carducci all’ex-Balilla rappresenta più del 30% dello spazio espositivo coperto del festival, vi si svolgono oltre 6.000 sessioni di gioco, 200 conferenze e 500 incontri. Viene visitato da oltre 110mila paganti e sprigiona una capacità reddituale di circa quasi 2 milioni di euro, mentre incide sulle spese del festival per meno del 2% dei costi".

E l'ipotesi spostamento? Secondo Lucca Crea, farà rima con decrescita. "Ovviamente le pianificazioni pluriennali - concludono - delle aziende non possono farlo prendere in considerazione nei prossimi due anni. E in ogni caso si deve essere consapevoli che il parere tecnico e culturale di Lucca Comics & Games è di non fattibilità. Significherebbe infliggere un colpo durissimo se non mortale, al progetto unitario del festival e a quello dedicato alla cultura Ludica, mettendo seriamente a repentaglio le economie e il progetto globale privando la manifestazione della sua ammiraglia. Peraltro oggi siamo in un quadro nazionale in cui eventi consimili sono quadruplicati e in cui festival tradizionali di libri e cinema fanno la corsa sui nostri contenuti. Il Comicon di San Paolo sbarca a Colonia questo luglio, il festival francese di Angouleme (di cui saremo ospiti questo weekend) segue molte delle nostre scelte culturali. Festival simili in Toscana raddoppiano e crescono con il sostegno degli enti locali e regionali. Lucca Comics & Games, no. Anzi. La città sta discutendo se sviluppare strategie che intaccano la formula del festival. Il danno – economico e d'immagine - non solo per Lucca Comics and Games, e’ ovvio e incalcolabile".

L'appello finale degli organizzatori è per tutti i lucchesi. "La città a questo punto deve scegliere se difendere e sostenere le scelte strategiche sino a oggi vincenti oppure, se operare consapevoli azioni di decrescita. Felice? Infelice? Sarà il sistema Lucca a giudicare. Nel caso, siamo sicuri che i nostri dinamici partner, gli editori del gioco, sapranno trovare fiere e festival alternativi, in grado di investire e credere nella relazione tra città e editoria".