Pinoli
Pinoli

Lucca, 11 agosto 2019 -  Quando gli uomini della Volante, venerdì sera hanno perlustrato la station wagon, hanno strabuzzato gli occhi. Dentro, infatti, c’erano 250 confezioni di pinoli, 74 di adesivo per dentiere, 30 scatolette di tonno e 9 bottiglie di cognac. Tutto per un valore di 2.340 euro. E tutto di proprietà, come ricostruito dall’esame dei codici a barre, di alcuni supermercati Esselunga di mezza Toscana. Una maxi ‘spesa’, non autorizzata, che alle spalle lascia aperti molti interrogativi. Come quello su un presunto traffico di pinoli che potrebbe cucire Genova alla Romania.

Ma cosa  è successo? Per capirlo si deve riavvolgere il nastro alle 19. 30 di venerdì quando le Volanti arrestano all’Esselunga di via Carlo Del Prete, un  23enne rumeno pizzicato dopo aver rubato 4 bottiglie di liquore senza averle pagate. Da un consulto fra i vigilantes del supemercato e i poliziotti però emerge come il circuito di vigilanza Esselunga regionale, avesse allertato tutte le filiali della presenza di tre soggetti dediti a furti. Tutti con un identikit preciso ricavato dalle telecamere a circuito chiuso. Uno di loro, per l’appunto era il 23enne rumeno. E lì che la Volante, intascata la descrizione degli altri due, li rintraccia mezzora dopo. La coppia di giovani, entrambi rumeni e come il 23enne  gravitanti nella provincia di Genova, si trovava bordo di una station wagon a cui mancava il pianale del bagagliaio che alla vista appariva pieno di merce.

Dentro gli agenti scovano la merce di proprietà dell’Esselunga. Ed è qui che i poliziotti iniziano a cucire gli indizi. La pista, al momento, porterebbe a furti su commissione (soprattutto di pinoli), realizzati ad hoc lontano dal genovese per poi, magari, rivendere la merce ad aziende o ristoranti liguri. Con un’obiettivo: realizzare il pesto alla genovese e, magari vincere l’impennata di prezzi della frutta secca e dei pinoli, arrivati a 70 euro al chilo. Quasi il doppio di 6 anni fa. Per ora solo un’ipotesi. La certezza invece è che ieri il 23enne è stato processato per direttissima con l’accusa di furto e condannato a 4 mesi (pena sospesa). Gli altri due sono stati denunciati a piede libero per ricettazione.

Claudio Capanni