Fantasmi. Strappati via dai loro luoghi naturali di esistenza, dai palcoscenici, ai piano bar, teatri, circhi, cinema. Da un anno ridotti a ombre da una pandemia che non lascia ossigeno agli operatori dello spettacolo che oggi scenderanno in piazza a Firenze per chiedere sostegno, prospettive, lavoro. “Sono almeno 400 i lavoratori solo nei teatri della zona Toscana Nord, Livorno, Pisa, Lucca – stima Angelo Betti, coordinatore dello spettacolo Fistel Cisl Toscana –. A loro si aggiungono quelli del cinema, del...

Fantasmi. Strappati via dai loro luoghi naturali di esistenza, dai palcoscenici, ai piano bar, teatri, circhi, cinema. Da un anno ridotti a ombre da una pandemia che non lascia ossigeno agli operatori dello spettacolo che oggi scenderanno in piazza a Firenze per chiedere sostegno, prospettive, lavoro.

“Sono almeno 400 i lavoratori solo nei teatri della zona Toscana Nord, Livorno, Pisa, Lucca – stima Angelo Betti, coordinatore dello spettacolo Fistel Cisl Toscana –. A loro si aggiungono quelli del cinema, del circo, artisti di strada, cantanti, mimi, attori, il coro, l’orchestra. Un indotto che solo in Toscana conta almeno 5mila persone, solo in minima parte raggiunte dai ristori ma completamente lasciate a secco dalle sponsorizzazioni, per lo stop agli show, e anche dalla cassa integrazione, non prevista nel nostro settore. E proprio questo è uno dei nodi cruciali, da risolvere subito“.

E poi ci sono quelli ancora più “invisibili“, i precari: spesso sono proprio loro che fanno girare la macchina dell’arte, della cultura, del divertimento. “Senza aiuti, dopo un anno di stop, i teatri e lo spettacolo muoiono – dichiara Betti –, se il ministero non dà fondi e se anche la Regione e i Comuni non fanno la propria parte“. Un mondo che appare da fiaba, dispensatore di divertimento e cultura, ma che porta con sè fardelli sempre più pesanti. Come quelli dei ristori: anche per avere quei 600 – in qualche caso mille euro – molti si sono visti chiudere la porta in faccia. “Molti tra quelli che avevano perso il contratto non lo hanno potuto dimostrare perchè magari il teatro non aveva ancora ufficialmente fatto gli organici in base alle previsioni di programmazione. Tante persone, altrettante famiglie, che oggi sono allo stremo“.

Il settore chiede di riemergere. “Il personale è monitorato costantemente attraverso i test e il pubblico può essere distanziato, e questo vale sia per i cinema che per i teatri – suggerisce Betti –. Anche rispettando l’orario del coprifuoco delle 22, e quindi anticipando gli eventi, si può fare. I vaccini stanno andando a rilento, e il settore spettacolo ormai ha le ore contate. Immagino che con la bella stagione si possa tornare a fare spettacoli all’aperto, ma non può bastare. Come non possono bastare le dirette streaming che, non prendiamoci in giro, non possono restituire la magia dello show dal vivo, nè per chi sta sul palco nè per il pubblico. Oggi – conclude il referente regionale Fistel Cisl – scendendo in piazza a Firenze vogliamo lanciare un messaggio chiaro. Non ci vedete da un anno ma ci siamo. E vogliamo risposte“.

Laura Sartini