Stefania durante il suo appello lanciato in tv  nella trasmissione ‘Le Iene’ andata in onda lo scorso 26 aprile
Stefania durante il suo appello lanciato in tv nella trasmissione ‘Le Iene’ andata in onda lo scorso 26 aprile

Lucca, 30 aprile 2018 - Tre giorni prima era andata in tv a «Le Iene», mettendoci la faccia, per denunciare il terribile incubo in cui versava da mesi, ridotta ormai sull’orlo della disperazione. Un gesto coraggioso quello di Stefania, una quarantenne lucchese finita nel mirino di uno stalker che aveva rovinato la sua vita. E proprio grazie alla sua denuncia pubblica, ieri l’aguzzino, sul quale pendevano una condanna a 2 anni e 2 mesi e un’altra a 8 anni per per stalking, violenza sessuale e lesioni, è stato riconosciuto dai vicini e quindi arrestato dai carabinieri di Cologno Monzese: si nascondeva in un appartamento di S.Maurizio al Lambro (Milano), con la nuova compagna.

Un epilogo positivo, finalmente, per una vicenda che teneva da tempo col fiato sospeso non solo Stefania, ma anche altre donne che avevano avuto relazioni con Giuseppe Camardelli, un 42enne siciliano. Stefania aveva denunciato anche al nostro giornale, lo scorso anno, le angherie a cui era stata sottoposta da quell’uomo conosciuto su Facebook e rivelatosi poi un pericoloso stalker, violento e sadico.

Una vera escalation di violenze psicologiche e fisiche, culminate in botte, minacce, umiliazioni e infine in una violenza sessuale, quando lei era scesa a Messina per chiudere quella relazione malata. Il tutto condito da minacce di morte per i figli della donna se lei non si fosse piegata ai suoi voleri. Fuggita e tornata a Lucca, Stefania si era rivolta alla polizia attivando il «Codice rosa». Erano scattate indagini della Squadra Mobile diretta dalla dottoressa Silvia Cascino, con l’ispettore capo Maria Giulia Rao, che avevano preso a cuore il caso. Era emerso un quadro allucinante di soprusi, minacce e violenze che avevano portato in carcere l’uomo.

Ma dopo un po’ lui era tornato ai domiciliari. Il 5 dicembre era stato condannato alla pena di otto anni più due di libertà vigilata dal tribunale di Messina, per violenza sessuale, lesioni e stalking, ma si era reso irreperibile evadendo poco prima della sentenza. «Mi aveva detto che mi avrebbe ucciso e so che è in grado di farlo...», aveva commentato terrorizzata Stefania. Poi il suo appello in tv a «Le Iene», andato in onda il 26 aprile. Un appello che ha avuto l’esito sperato. Ora Giuseppe è in carcere.

«Per me è la fine di un incubo, anzi di un inferno – si sfoga finalmente Stefania – perché negli ultimi mesi ho vissuto come se fossi stata agli arresti domiciliari. Ho dovuto rinunciare al lavoro e mi sono dovuta isolare da tutti, per paura di mettere in pericolo le persone a me care. Ora posso riprendere in mano la mia vita». Ricominciare significa anche riappropriarsi delle piccole abitudini: «La prima cosa che ho fatto? Ho portato la mia adorata nipotina al bar a prendere un gelato. Erano mesi che non lo facevamo». Ma Stefania vuole anche lanciare un messaggio alle donne che si trovano nella sua stessa situazione: «Non abbiate paura a denunciare. Fatelo subito e fatevi aiutare dai centri antiviolenza. Io non smetterò mai di ringraziare il centro La Luna e l’avvocato Valentina Mian, che non mi hanno mai fatto sentire sola». Per lo stalker, invece, un solo pensiero: «Deve marcire in carcere»