I carabinieri hanno acquisito documenti (foto di repertorio)
I carabinieri hanno acquisito documenti (foto di repertorio)

Gallicano (Lucca), 30 giugno 2020 - Le indagini della Procura sulla Rsa Paoli-Puccetti di Gallicano si avviano alla conclusione. L’informativa completa è arrivata sulla scrivania del pm Antonio Mariotti pochi giorni fa. Dentro sono presenti le conclusioni a cui sono giunti carabinieri di Castelnuovo e Nas di Livorno sulla scia di decessi e infezioni da Covid-19 registrate tra i letti della casa di riposo di Gallicano dal 27 marzo fino alla fine di aprile. Un periodo di tempo durante il quale si sono registrati 23 contagi (inclusi 10 operatori) e 4 decessi di ospiti (su 13 totali a inizio marzo) tutti tra i 77 e gli 88 anni. Le carte, nei prossimi giorni, saranno studiate dal sostituto procuratore che, dopo un esposto inviato da alcuni familiari degli anziani della struttura, depositato in Procura il 31 marzo, aveva aperto un fascicolo con l’ipotesi di reato di omicidio ed epidemia colposa. Non ci sarebbero invece, al momento, persone indagate.

La loro eventuale iscrizione nel registro potrebbe avvenire dopo l’esame da parte del pubblico ministero della documentazione raccolta dai carabinieri. Proprio i militari, su mandato della Procura, avevano acquisito documenti, referti, cartelle cliniche dei pazienti deceduti, ma anche testimonianze e circolari interne per verificare eventuali omissioni o correlazioni con i contagi da Covid-19. Il virus infatti era stato trovato nell’organismo dei 4 anziani deceduti. Tutti avevano già patologie importanti alle spalle.

Nelle scorse settimane i carabinieri avevano anche effettuato alcune perquisizioni nella struttura, poi trasformata dall’Asl in ‘Rsa Covid’, cioè interamente dedicata agli affetti da coronavirus. L’obiettivo degli inquirenti: ricostruire un’eventuale falla nell’applicazione dei protocolli Asl da cui il virus è penetrato e stabilire un eventuale nesso fra il contagio e le dotazioni di sicurezza degli operatori sanitari.

L’ultima ospite deceduta con il Covid-19 nell’organismo è stata Stefanina Del Sordo, 80 anni di Molazzana. Era stato il suo tampone con esito positivo, il 27 marzo a far scattare l’allarme. Il test le venne fatto perché avrebbe dovuto sottoporsi a una visita in ospedale. Da lì la scoperta della scia di contagi con un decesso il 28 marzo e altri due registrati il 3 e il 5 aprile. Oltrea al contagio degli operatori sanitari. Nei giorni scorsi, a fronte di una situazione normalizzata in struttura, sono stati registrati due casi di positività riguardanti due ospiti (di cui uno trasferito al San Luca per altra patologia) già negativizzati. Una positività che però non sarebbe stata accompagnata da sintomi. Quelle individuate dai tamponi potrebbero essere minuscole quantità di genoma del virus ancora presenti e sfuggite ai controlli precedenti ma ‘innocue’.

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