Piscina
Piscina

Lucca, 27 febbraio 2021 - Sport in cantina con la pandemia – e gli operatori sull’orlo del baratro che non sanno se le loro attività rivedranno la luce dopo l’infinito lockdown – e ora anche lo spazio acqua per gli agonisti ha le ore contate. Ancora qualche giorno e la piscina comunale di Capannori chiuderà i battenti per lavori, e il passaggio del testimone con l’impianto dell’Iti, ancora chiuso, pare tutt’altro che automatico.

Quindi altre porte chiuse in faccia al mondo dello sport? Le squadre e i tesserati del nuoto non ci stanno e si sono fatti sentire con una petizione che hanno consegnato a Luca Menesini, sia nella veste di sindaco di Capannori che di presidente della Provincia, entrambi enti di riferimento per i due impianti.

E Menesini, da noi contattato, non fa giri di parole. “La prossima settimana sbloccheremo la concessione per il Circolo Nuoto affinché la società possa avere le necessarie certezze per poter dare risposte ai tesserati – dichiara –. Quindi noi in una manciata di giorni faremo la nostra parte come Provincia, dopo la decisione di aprire l’impianto di San Filippo sarà nelle mani del Circolo Nuoto“.
Quando chiuderà la piscina di Capannori e perché?
“Entro il 15 marzo, per importanti lavori di riqualificazione. L’impianto era già performante, ma lo sarà di più. Basti dire che ci spenderemo un milione di euro. Credo che il disagio, che comprendiamo, valga bene il risultato. La piscina sarà di nuovo aperta il primo di settembre“.
Scusi ma i lavori non potevano essere fatti nel periodo di precedente chiusura dovuta alle restrizioni?
“I progetti e i finanziamenti hanno tempistiche che purtroppo dobbiamo rispettare. In questo caso abbiamo attinto ai fondi di rigenerazione urbana“.
Anche le palestre si stanno mobilitando attraverso raccolte firme.. .
“A giorni avremo un incontro con gli operatori del settore, per valutare insieme le opportunità di sport all’aperto che ovviamente dipendono dai Dpcm. E poi, soprattutto, la questione ristori che non sono adeguati. Vogliamo portare la nostra voce sui tavoli nazionali“.
Ci sono soluzioni per far sì che le attività del mondo dello sport possano tornare al lavoro al riparo dal rischio virus?
“Quello che stiamo vivendo non si risolverà tra due mesi. Oggi siamo immersi in uno scenario simile a quello di un anno fa. Il momento richiede dunque la capacità di reinventarsi. Per il resto è fondamentale far leva su due punti essenziali: accelerata vaccini e ristori“.
Lunedì Confcommercio e Confesercenti scenderanno in piazza insieme, cosa ne pensa?
“Che fanno bene a manifestare perché siamo in una situazione di gravissima difficoltà, che si sta protraendo e sta coinvolgendo settori importanti della nostra economia. Tutto quel che si può fare per salvare il settore deve essere fatto. Quindi, ribadisco, ristori rapidi e adeguati, regole chiare e vaccini. Per il resto non sta a noi decidere il colore delle zone“.
Le scuole sono ripartite al 50%, ristoranti e palestre non possono?
“Dobbiamo smettere di guardare gli altri settori con ottica cannibale e invece proiettarci più in alto – chiedendo con forza vaccini e ristori – perché altrimenti si innesca una guerra tra i poveri che i poveri non vincono mai“.