Da domani la prova più difficile sarà quella che attende i datori di lavoro: controllare che i propri dipendenti abbiano il green pass valido, conciliando l’operazione con i paletti imposti dalla legge sulla privacy. La quadratura del cerchio. La soluzione adottata da diverse aziende, soprattutto del settore cartario, è quella di...

Da domani la prova più difficile sarà quella che attende i datori di lavoro: controllare che i propri dipendenti abbiano il green pass valido, conciliando l’operazione con i paletti imposti dalla legge sulla privacy. La quadratura del cerchio. La soluzione adottata da diverse aziende, soprattutto del settore cartario, è quella di una convenzione con le Misericordie che da domani mattina faranno servizio di presidio all’ingresso dei turni. Più facile a dirsi, in realtà, anche perchè i turni, quando ad esempio si tratta di cartiere, avvengono anche a orari “difficili“, notturni, sabato e domenica compresi. “C’è poco da dire, l’aspetto dei controlli del green pass a carico delle aziende incute non poca preoccupazione – sottolinea Tiziano Pieretti, vicepresidente di Confindustria –. Diverse aziende stanno trovando soluzione nella convenzione con le Misericordie, che oltretutto garantiscono personale più competente in materia. Ma è chiaro che non è un aspetto semplice da gestire, anche sotto il profilo dei costi che ne derivano“.

“Il governo centrale d’altra parte ha preso una posizione chiara circa le modalità di accesso al lavoro, i sindacati nazionali hanno accettato il provvedimento, noi come aziende non possiamo cheprenderne atto e adeguarci alle nuove regole – spiega Pieretti –. E’ chiaro che ci sono alcuni aspetti pesanti per il lavoratore, a partire dal costo del tampone blindato con recente decreto a 15 euro. E anche sotto il profilo delle sanzioni: chi non è in regola rischia lo scivolo nell’aspettativa, quindi con la privazione dello stipendio“. Una novità, quella dell’obbligo del green pass al lavoro, pesante per tutti. E domani si entra nel vivo.

L.S.