Il preside
Il preside

Lucca, 6 giugno 2019 - Un processo penale per omessa denuncia nei confronti di alcuni studenti bulli. E’ quello che si prospetta, un po’ a sorpresa, per il dirigente scolastico Cesare Lazzari dell’Itc ‘Carrara’ in relazione a episodi di bullismo accaduti più di un anno fa nella sua scuola. Sono gli effetti della decisione presa dal giudice Riccardo Nerucci che ha respinto la richiesta di archiviazione presentata dal procuratore capo Pietro Suchan e dal sostituto Sara Polino, disponendo che la Procura stessa formuli adesso l’imputazione coatta a carico del dirigente.
 
Il caso  era approdato nei giorni scorsi davanti al gip Nerucci, appunto con una richiesta di archiviazione per la condotta del dirigente Cesare Lazzari, difeso dall’avvocato Eleonora Romani. In effetti il giudice ha archiviato le contestazioni contro il dirigente relative all’ormai famoso episodio di bullismo del 10 aprile 2018 che aveva avuto per protagonisti sei studenti del ‘Carrara’: avevano preso di mira in classe il docente 64enne di storia e italiano, minacciandolo e ridicolizzandolo mentre riprendevano il tutto con i cellulari. Lazzari, sulla base di varie testimonianze agli atti dell’inchiesta scattata nei confronti degli studenti, era stato accusato di non aver segnalato l’accaduto alle forze dell’ordine, ma per il gip non ci fu alcuna condotta omissiva in quel caso specifico.
 
Lo stesso giudice, tuttavia, ha rilevato che dalle carte emergerebbero altri episodi precedenti di bullismo da parte della medesima classe del ‘Carrara’, che però il preside Lazzari non avrebbe mai segnalato alle autorità competenti. In particolare una caso eclatante di qualche tempo prima. Una docente si era temporaneamente allontanata dalla classe lasciando il computer acceso. Alcuni studenti ne avevano approfittato per inserirsi nel registro elettronico e alterare i voti di tutta la classe, portandoli a dei 9 o dei 10. 
 
Una ‘bravata’ che era stata poi scoperta dall’insegnante e che era costata un giorno di sospensione all’unico studente identificato come responsabile. Ma qui, secondo il giudice, si configurano i reati di interruzione di pubblico servizio e di falso in atto pubblico, che il dirigente scolastico avrebbe dovuto segnalare. Da qui l’ipotesi di una condotta omissiva a carico del dottor Lazzari e la richiesta di imputazione coatta girata ora dal giudice alla Procura.
 
Dal dirigente scolastico nessun commento sulla vicenda, che apre scenari alquanto imprevedibili anche per altri colleghi alle prese con episodi analoghi. Non è escluso che il caso venga portato anche all’attenzione dell’ufficio scolastico provinciale. Il legale di Lazzari, l’avvocato Eleonora Romani, starebbe valutando l’ipotesi di un ricorso in Cassazione.