Jair Bolsonaro (Ansa)
Jair Bolsonaro (Ansa)

Lucca, 17 gennaio 2019 - Tiene banco a Lucca il dibattito sulla possibile visita del neo-premier del Brasile Bolsonaro. I cui nonni materni sono proprio lucchesi. In una intervista a "Porta a Porta", il premier ha dichiarato a Bruno Vespa che in primavera-estate farebbe volentieri un viaggio alla ricerca delle sue radici in Toscana. Dichiarazioni che hanno scatenato più di una polemica. Il premier, su nette posizioni di centro-destra, non è diciamo così graditissimo al centro-sinistra italiano.

E non mancano le dichiarazioni dei politici locali. «Il presidente del Brasile, Jail Bolsonaro, è il benvenuto nella nostra terra. Farò tutto il possibile per facilitare il suo arrivo nel nostro paese e nella nostra provincia. Incontrerò presto l'ambasciatore brasiliano. La voglia di conoscere le origini dei nonni materni credo sia un sentimento nobile e da rispettare». Lo afferma il senatore Fi Massimo Mallegni, in merito alla possibile visita del presidente del Brasile.

«Ecco perché tutti dobbiamo lavorare per accogliere, al meglio delle nostre possibilità, il presidente Bolsonaro - aggiunge Mallegni in una nota -. Un presidente non comunista e questo lo rende ancora di più il benvenuto». Per il commissario provinciale della Lega di Lucca Andrea Recaldin, «se il sindaco di Lucca Tambellini non lo vuole, è un problema suo. A nome dei rappresentanti della Lega eletti a tutti i livelli in provincia di Lucca, dai Comuni al Parlamento, raccolgo con grande entusiasmo il desiderio di Bolsonaro, direttamente espresso al giornalista Bruno Vespa nel corso della trasmissione Porta a Porta del 15 gennaio, di voler visitare la terra dei nonni».

«A suggello e testimonianza di amicizia con il nuovo governo del Brasile - conclude Recaldin - per quanto fatto in questi giorni consegnando all'Italia il terrorista Cesare Battisti, ci dichiariamo a disposizione per organizzare la sua migliore accoglienza in tutti i nostri comuni che ci farà l'onore di voler visitare quando a maggio verrà in Italia».