Jair Bolsonaro (Ansa)
Jair Bolsonaro (Ansa)

Lucca, 31 ottobre 2018 - Il cognome tradisce chiare origini italiane: Jair Messias Bolsonaro è discendente di una delle tante famiglie che, oltre un secolo fa, partirono dal Belpaese per cercar fortuna in Sudamerica. Il 63enne Jair di fortuna ne ha fatta davvero, tanto da arrivare ad essere eletto presidente del Brasile, tra mille polemiche per le sue visioni politiche di estrema destra. Quello che molti non sanno è che le radici di Bolsonaro, già soprannominato «il Salvini verdeoro», partono da Lucca, dal quartiere di Sant’Anna per la precisione, da cui i nonni materni (Guido Bonturi e Argentina Pardini), emigrarono all’inizio del ’900 verso Campinas. Nella città della regione di San Paolo nacque anche Olinda Bonturi, la madre del leader brasiliano, oggi novantunenne

Bolsonaro  può essere insomma considerato uno dei tanti «Lucchesi nel Mondo», tanto che la presidente dell’associazione, Ilaria Del Bianco (nella foto a destra), all’indomani della sua elezione gli ha subito inviato una lettera di felicitazioni: «Illustre signor presidente – scrive la Del Bianco – desidero esprimerle le felicitazioni mie personali e dell’associazione che presiedo. Le sue origini lucchesi, da parte di madre (quelle del padre erano invece padovane, ndr), ci sono note e ci inorgogliscono».
«Siamo certi – prosegue la lettera – che potrà compiere un gran lavoro per il Brasile, che tanto si merita un miglioramento economico e sociale, anche grazie a quelle caratteristiche di serietà, laboriosità e intraprendenza che sono sempre state nel cuore della gente di Lucca».

Ma la presidente Del Bianco nella sua missiva esprime anche un desiderio: «Il prossimo 27 novembre sarò all’ambasciata italiana di Brasilia, per promuovere la terra di Lucca e del maestro Giacomo Puccini, così come il giorno seguente al consolato generale d’Italia a Rio de Janeiro. Sarebbe un bellissimo sogno se in occasione di questa mia breve permanenza potesse concedermi anche solo un brevissimo incontro per porgerle personalmente le mie congratulazioni e stringerle la mano». Ma la segreta speranza della Del Bianco è ancor più ambiziosa: «Speriamo che questa sia una prima lettera che possa aprire magari a una visita di Bolsonaro nella terra dei suoi avi».