Lucca, 8 maggio 2019 - Un lungo e dettagliato sopralluogo con rilievi tecnici, foto e video sulle Mura, al baluardo San Regolo, utilizzando tecniche d’avanguardia in 3D e un drone. Due ore per cercare di fare piena luce sulla drammatica caduta in cui rimase ferito il 21 agosto scorso un bambino di cinque anni e mezzo, figlio di turisti francesi. Una nuova ispezione tecnica sul luogo dell’incidente chiesta stavolta dai difensori dei tre indagati, l’ex presidente dell’Opera delle Mura Alessandro Biancalana, l’ex direttore Maurizio Tani e il suo successore Giovanni Marchi, finiti nei guai per l’ipotesi di lesioni personali stradali gravi o gravissime.

Per la difesa erano presenti l’avvocato Lodovica Giorgi e l’avvocato Andrea Rugani (studio Marzaduri Di Bugno) con i consulenti ingegner Achille Dall’Aglio, ingegner Francesco Del Cesta e il tecnico specializzato che ha manovrato il drone per realizzare foto e video, Victor Valobonsi. Dopo che la Polizia municipale ha rimosso provvisoriamente i sigilli e le transenne all’area ancora sotto sequestro, sono stati realizzati accurati rilievi in 3D per ricostruire minuziosamente distanze e punto di caduta della bici. Quindi un drone ha ripercorso e filmato l’ipotetica traiettoria del bimbo precipitato per circa 6 metri. E’ stata utilizzata una biciclettina analoga a quella dell’incidente, sempre del noleggio Cicli Bizzarri. Obiettivo della difesa è appunto provare che il bambino non è transitato per i due “varchi” posti ai lati del ciglio di delimitazione della cannoniera, quanto piuttosto nel centro della stessa, proprio al di sopra del punto di ritrovamento della bicicletta. Anche il padre rimase ferito gettandosi di sotto per soccorrerlo.

I genitori del bimbo, come noto, presentarono una denuncia e una richiesta danni al Comune sostenendo che le Mura non erano sicure e la responsabuilità dell’accaduto era dell’amministrazione. Da qui i tre indagati della Procura. Ma nelle scorse settimane, il Comune è passato al contrattacco e ha denunciato i genitori del piccolo, due turisti francesi residenti a Dubai, anche sulla base di quanto messo a verbale a suo tempo dalla polizia municipale. Dagli atti emerge infatti che il padre e la madre del bimbo, che pedalava da solo sulla bici presa a noleggio, si trovavano a bordo di un risciò a una distanza di 15-20 metri, quindi inadeguata a garantirne la sorveglianza. Il piccolo salì poi in bici sul terrapieno e precipitò di sotto per sei metri.