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Benzinaio nel mirino dei ladri: "Il mio distributore assaltato due volte al mese"

Venti furti, tentati o andati a segno, nell'ultimo anno al Q8 di piazzale don Baroni alle Tagliate 

di CLAUDIO CAPANNI
Ultimo aggiornamento il 6 settembre 2018 alle 07:11
Il proprietario Fabio Franceschi

Lucca, 6 settembre 2018 - L'ultima beffa è arrivata tre giorni fa. In pausa pranzo. Qualcuno ha scardinato i lucchetti della flotta di bici a noleggio che Fabio Franceschi, titolare 55enne del distributore Q8 di piazzale don Baroni alle Tagliate, offre gratuitamente ai clienti che lavano l’auto. È solo l’ultimo bottino di una lunga serie. Il bilancio è un bollettino di guerra: più di 20 furti tra tentati e andati a segno in un anno nella stazione di servizio. In pratica due al mese. «Le denunce? Ne ho presentate – cinque – mastica amaro – solo per i furti più grossi. E’ andata ancora bene rispetto a quello che hanno fatto tre mesi fa». 

A giugno il colpo fu durissimo: cassaforte scassinata alle 2 del pomeriggio e fuga con 3mila euro. A Franceschi, tornato un’ora dopo, non restò che fissare impietrito sullo smartphone il filmato delle telecamere di sicurezza. Il video lascia senza parole: tre uomini che, con cappellone texano per nascondere il volto, accerchiano la cassaforte della gettoniera. Poi sfoderano un chiavistello e in 3 minuti esatti fanno il pulito delle banconote. Tutto in pieno giorno. Ma la lista di razzie è lunga. «Alla fine – riflette – negli ultimi 3 anni i danni saranno arrivati a 10mila euro: non è giusto». Non c’è un lucchetto del distributore che non sia stato assaltato: gettoniere, cassaforti, biciclette. E il 55enne oggi, stanco nel midollo delle scorribande, lancia un appello: «Servono più controlli qui nel piazzale e alle Tagliate: siamo diventati un bancomat da mungere a piacimento». A bruciare più di tutto è il clima che striscia sottopelle e si fa il nido, magari all’orario di chiusura, dentro il cervello. E per chi, qui, ci lavora, diventa psicosi. «In pratica – dice – anche in ferie sono stato incollato con gli occhi al cellulare per controllare le telecamere». Anche ora che il luna park ha aperto i battenti. E l’sos del titolare, una delle ultime attività commerciali sopravvissute nel piazzale, riguarda tutta l’area

«Chiediamo – dice ancora – che più auto di polizia e carabinieri si facciano vedere in zona». L’altro tasto dolente sono proprio le auto. Stavolte quelle di chi spenge il motore nel posteggione del Palatagliate o direttamente nel piazzale. Qui il rischio di trovarsi con la portiera forzata, magari la notte, è altissimo. E la metà dei dipendenti, c’è passata almeno una volta. Laggiù in fondo, a nemmeno 500 metri spuntano Porta Santa Maria e le Mura con le ronde dei vigili, il centro illuminato e i controlli. Ma sbirciata dal Q8 delle Tagliate, Lucca, sembra lontanissima.

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