Tarita Poli (foto Borghesi)
Tarita Poli (foto Borghesi)

Lucca, 9 febbraio 2019 - Dopo l'invio della lettera e della successiva e-mail al Ministro della Salute Giulia Grillo, ora è il tempo dell’attesa per Tarita Poli. La mamma della bambina tolta dalla scuola dell’obbligo a tutela della sua salute e del rischio di contrarre una malattia infettiva dopo la diffusione di un caso di varicella nel suo istituto comprensivo. La bambina di sette anni, infatti, non è ancora in grado di essere sottoposta a una regolare copertura vaccinale a causa di un trapianto di midollo alla quale è stata sottoposta anni fa al Centro Oncoematologico Pediatrico dell’ospedale Santa Chiara di Pisa, in seguito alla scoperta della sua grave malattia.

"Sono fiduciosa - racconta Tarita che attende risposte dirette dal Ministro alla sua richiesta di chiarezza giuridica circa le vaccinazioni obbligatorie - e spero di potermi confrontare presto con le istituzioni nazionali. Ho semplicemente raccontato la nostra storia e le difficoltà di mia figlia a vivere la propria normalità di bambina, che è poi quella di altri bambini in situazioni analoghe. Mi sono esposta pubblicamente scegliendo un giornale che considero molto affidabile e corretto per farlo, non cercando scandali né per suscitare facili sentimentalismi. E’ stato come un grido per dire: ‘Ci siamo anche noi’. Sono sommersa - conclude Tarita - dalle richieste di giornali e di televisioni che mi chiedono informazioni, ma a me basta che la storia di mia figlia sia stata ben raccontata e che questo le possa portare un futuro migliore". Alle tante manifestazioni di solidarietà non sono mancate anche le voci di dissenso, non sempre rispettose dice Tarita, che esprimono altri punti di vista. Tra queste, in particolare, una nota arriva dal Comitato per la libertà di scelta vaccinale ‘Cliva Toscana’ che conta più di 3000 famiglie iscritte.

Partendo dall’augurio di una vita il più possibile serena alla bambina, il comitato regionale avvia una disamina che comprende le ragioni dell’altra faccia della medaglia e stigmatizza la divisione tra buoni e cattivi e il comportamento di puntare il dito contro gli altri bambini, i non vaccinati. Nella nota si suggerisce anche una riflessione e una domanda da porre al Ministro Giulia Grillo.

"Come mai lo Stato impone l’obbligo vaccinale senza prevedere esami del sangue per verificare la reale successiva copertura immunitaria dei bambini? Si potrebbe scoprire che la sua bambina può essere in ‘pericolo contagio’ anche se i suoi compagni sono vaccinati: questo perché il vaccino non è sempre efficace al 100%, né la sua copertura è duratura negli anni".