Lucca, 9 giugno 2017 - "Faremo di tutto per evitare l’opera": è senza giri di parole il giudizio sui nuovi assi viari di Lucca di Giacomo Giannarelli, presidente del gruppo regionale 5 Stelle in Toscana. Nel nuovo esecutivo nazionale guidato da Giuseppe Conte, il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è finito proprio ai pentastellati, che vi hanno piazzato uno dei loro volti più noti, Danilo Toninelli. L’ipotesi che gli assi viari lucchesi possano andare verso l’ennesimo, e per certi versi clamoroso stop, non è campata in aria: assi viari storia infinita o storia già finita?

Per l’esponente del 5 Stelle, l’epilogo, salvo l’ipotesi che la macchina sia ormai troppo in corsa per essere fermata, prevede la seconda opzione. Contro gli assi viari, del resto, si erano già mossi molti comitati e anche associazioni ambientaliste come Legambiente che all’allora titolare del dicastero il Pd Graziano Delrio chiesero di rivedere il progetto nel maggio del 2017. Ancora aspettano la risposta, di circostanza che fosse. Ora, forse, la svolta, destinata a suscitare inevitabili polemiche. Un santuario inviolabile per anni, quello degli assi viari unica risposta per riequilibrare il traffico della Piana, è stato violato da chi ora ha incarichi di governo. Una piccola rivoluzione. «Sugli assi viari abbiamo ascoltato per anni annunci m è stato fatto ben poco. Credo che gli assi viari, come altre opere e penso in primis alla Tav, non debbano partire se devono nascere male».

Siete intenzionati a fermare il progetto? 

«Non abbiamo intenzione di realizzarlo, a meno che non sia ormai irreversbile. Quelle risorse vanno usate con maggiore razionalità per i cittadini». 

A Lucca è considerato un progetto imprescindibile, destinato risolvere il problema del traffico pesante.

«Da sempre abbiano perplessità sul progetto e non crediamo aiuti a risolvere la situazione, ma va fatta un’analisi costi-benefici e interesseremo il ministero per capire a che punto è effettivamente il progetto e soprattutto il secondo asse».

Il rischio è di essere visti come coloro che sanno dire no.

«Siamo a favore delle grandi opere utili, e comunque stiamo parlando di un progetto che dopo anni di annunci non ha visto realizzare nemmeno il primo asse. Peraltro se dovesse essere realizzato il primo senza il secondo, sarebbe solo foriero di problemi per Capannori».

Cosa proponete in alternativa?

«La priorità va al raddoppio della ferrovia e, per quanto riguarda la logistica, al miglioramento dei collegamenti, sempre ferroviari, con il porto di Livorno, oltre a mettere a disposizione più vagoni che sono richiesti anche per il trasporto delle merci. Sempre in tema di imprese, vorremmo sviluppare l’economia circolare per il settore cartario».

Nessuna strada ulteriore?

«Non ho detto questo, vogliamo una riprogettazione della mobilità sostenibile del distretto lucchese: solo a quel punto si potrà capire cosa serve davvero».