I sindaci Tambellini e Fantozzi (Montecarlo) con l’artista Matsumoto sul palco del teatro del Giglio (foto Alcide)
I sindaci Tambellini e Fantozzi (Montecarlo) con l’artista Matsumoto sul palco del teatro del Giglio (foto Alcide)

Lucca, 2 novembre 2018 - I numeri, prima di tutto: 53.127 biglietti venduti ieri (più i 23420 di ieri 76547 fanno 76547 in due giorni) ma oltre 202mila in totale se comprendiamo quelli di oggi, domani e domenica, con una proiezione ovviamente maggiore, considerando chi acquisterà il tagliando direttamente a Lucca. Cifre che il maltempo (ieri l’allerta gialla è andata per fortuna ‘a vuoto’, lasciando spazio anche a sprazzi di sole) non lasciava forse sperare, ma che la passione del popolo di Lucca Comics & Games, pronto a tutto, ha spazzato via.

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Quella di giovedì è stata soprattutto la prima giornata lucchese del maestro Leiji Matsumoto, che ha incontrato il pubblico in un Teatro del Giglio praticamente al completo e immerso in un silenzio quasi religioso, in rispetto al sensei, premiato dal sindaco Alessandro Tambellini con la medaglia ufficiale della città e con quella di Lucca Comics & Games. Al suo fianco il sindaco di Montecarlo Vittorio Fantozzi, in rappresentanza di tutti i fan come lui. Tambellini ha reso omaggio al maestro nipponico, creatore di storie e personaggi che hanno fatto sognare e hanno infuso nei ragazzi la passione per lo spazio e per la scienza.

‘Interrogato’ dal direttore generale Emanuele Vietina e da un solo fortunato spettatore, Matsumoto, dopo aver ringraziato per le onorificenze e per la calorosa accoglienza della città e del pubblico, ha parlato della sua carriera ma anche della sua vita e di come i personaggi e i temi da lui affrontati sono da sempre dentro di lui o figli delle sue esperienze di vita. Il messaggio contenuto nella sua opera è quello di «inseguire i propri sogni con deteminazione, essendo capaci di rialzarsi dopo le sconfitte e proseguire per la propria strada, credendo fortemente nel proprio lavoro e nelle proprie idee».

Un monito lanciato invece dal maestro giapponese è quello di fare il possibile per «conservare il nostro pianeta per le future generazioni così come noi lo abbiamo ereditato da quelle passate».

Paolo Ceragioli