Bud Spencer e padre Nike
Bud Spencer e padre Nike

Livorno, 30 giugno 2016 - «La famiglia è l’unico valore che ci resta alla fine, non siamo niente senza di essa». Così rispondeva Carlo Pedersoli, in arte Bud Spencer a padre Maurizio De Sanctis, padre Nike, nel 1999 quando si incontrarono per uno spettacolo di beneficenza. L’entusiasmo di vederlo per padre Nike fu tanto, soprattutto quando salì sul palco insieme a lui e anche se la stazza, racconta, lo aveva spaventato, subito dopo averci scambiato qualche parola si era accorto che sotto quell’aspetto nascondeva un cuore buono. «”Il prete ballerino” mi aveva chiamato e con lui ho parlato dell’inizio della sua carriera - racconta su La Settimana -, di come un regista nel 1967 gli chiese se avesse voluto fare una parte in un film». «Gli ho detto -rispose Bud Spencer- che avevo 2 milioni e mezzo di cambiali da pagare e se mi avesse dato 4 milioni avrei fatto il film. Al massimo poteva arrivare a 600.000 lire perché non avevo mai fatto cinema. Allora non accettai». Ma poi, cercando uno “grosso come lui” il regista era tornato sui suoi passi dandogli i 4 milioni. Le domande di padre Nike durante quel colloquio andarono avanti spaziando dalla carriera alla vita privata fino a giungere alla domanda sul rapporto dell’attore con Dio. La sua risposta arrivò decisa: «Io sono un cristiano cattolico per dogma, non voglio pensare minimamente al contrario, ho bisogno di una fede. Questo fatto porta avanti tutta la mia vita». E sulla fine dei suoi giorni, che sarebbero arrivati quasi 20 anni dopo Bud Spencer aveva un’idea precisa: non aveva paura della morte e quando Dio avesse deciso che fosse arrivato il suo momento sarebbe stato felice e curioso di sapere cosa sarebbe successo. “Grazie” si dice abbia detto prima di andarsene pensando certamente ai suoi cari e forse ringraziando lassù per tutto quello che aveva avuto.