Livorno, 11 maggio 2017 - L'artigianato non se la passa bene in provincia di Livorno. Solo le imprese gestite da stranieri nel 2016 sono cresciute dell’1,3%; per il resto continua l’inesorabile emorragia iniziata nel 2011. I dati sono quelli della Camera di commercio che ha presentato il report dell’artigianato in preparazione della giornata dell’economia che si terrà il 15 giugno.

Il centro studi e ricerche snocciola numeri, per niente confortanti, sia per Livorno che per la provincia di Grosseto che non se la passa meglio di noi. Ma vediamo ciò che ci interessa da vicino e le dinamiche delle imprese artigiane nell’anno scorso che si è chiuso con un complessivo -0,8%: più marcato il calo nelle costruzioni -2,2% con un manifatturiero che segna -0,7%; in calo anche le imprese giovanili - 4,8% che si attestano a quota 690. Non risulta ancora concluso il periodo di crisi dell’artigianato – esamina il centro studi della Camera di commercio – si tratta del sesto anno consecutivo i riduzione delle imprese iscritte negli uffici camerali.

Un’emorragia imprenditoriale senza sosta. Il tasso di crescita – indicatore importante del sistema imprenditoriale basato sulla dinamica delle iscrizioni e delle cessazioni che in questo contesto risultano al netto delle cessazioni di ufficio – è ovunque negativo per l’artigianato, nei Sel livornesi si registra una variazione positiva solo in val di Cornia dove la numerosità delle imprese artigiane cresce grazie alla performance del comune di Campiglia Marittima. Crescono, in generale, le società di capitali, a Livorno la percentuale di incremento ha superato il 6% rispetto alla media regionale del 3,8%. Su dieci imprese, 4 sono del settore costruzioni, segue il commercio e infine i servizi. Il manifatturiero è concentrato nelle industrie alimentali ma il trend qui è negativo con un -0,7%. Interessante è la composizione del settore costruzioni; l’analisi del Centro Studi dell’ente camerale va da Collesalvetti a Capalbio: una su tre è nel settore delle costruzioni anche specializzate, altra componente è quella dell’ingegneria civile che, unico comparto, ha registrato una crescita. Solo la costruzione degli edifici ha perso pesantemente con un -5,2% mentre nelle costruzioni specializzate siamo al -2%. Negativo anche il settore dell’autotrasporto che ha chiuso il 2016 con il 2,9% in meno delle imprese rispetto al 2015. Qualche spiraglio per le riparazioni auto e autolavaggi come pure il comparto alloggio e ristorazione. Nel 2016 le imprese femminili artigiane erano 1.315 con un incidenza parti al 15,8% ma, anche questa, ha registrato un calo dello 0,5%. Come abbiamo indicato all’inizio del nostro servizio, l’imprenditoria straniera cresce dell’1,5%, una buona dinamica in tutti i contesti territoriali presi in esame dalla Camera di commercio.