Un medico (foto repertorio)
Un medico (foto repertorio)

Collesalvetti, 28 ottobre 2014 - "Incontri intimi" per stare insieme e divertirsi. "Nessuna violenza. Il sesso estremo è una mia libera scelta, una scelta privata, senza costrizioni di alcun tipo". Sarebbero più o meno queste le parole che la radiologa residente in provincia di Livorno ha pronunciato ai carabinieri in difesa sua e del compagno, un chirurgo di Pisa, anche lui finito nel mirino della Procura per una storia di sesso estremo consumato, pare, anche al policlinico di Cisanello. In sostanza — ha detto la donna — una questione tra persone adulte e consenzienti, che condividono anche altri interessi, tutti nella sfera privata, oltre a quelli professionali. Niente di che, se non fosse che tutto sarebbe avvenuto anche tra le mura di un ospedale pubblico e con l’utilizzo di alcuni strumenti e ferri chirurgici come quelli in dotazione alla struttura nella quale lavorano.

Proprio per questo "dettaglio" sono entrambi indagati per peculato: spetterà però alla Procura dimostrare l’esatta provenienza degli strumenti utilizzati nei giochi erotici. E intanto procede spedita anche l’indagine dell’Azienda Ospedaliera che non esclude provvedimenti nei confronti dei due professionisti. "Siamo in attesa di ricevere informazioni ufficiali sulle generalità di tutti i soggetti coinvolti — afferma Auop — per poter iniziare l’istruttoria del caso e gli accertamenti sulle varie responsabilità. Naturalmente l’Azienda farà di tutto per tutelare, in questa vicenda, la propria integrità sia sostanziale che morale e di immagine" facendo capire che potrebbe scattare una richiesta di risarcimento danni. Al vaglio, probabilmente, saranno passate anche le presenze dei due per capire se gli incontri avvenivano durante l’orario di lavoro. E anche per accertare se, nella vicenda, possano essere coinvolte altre persone e in quali forme.

Una vicenda molto piccante che sta facendo il giro delle corsie dove è caccia alla coppia per cercare di identificare i protagonisti. Tutto è partito da una chiavetta usb rinvenuta in uno dei camici inviati in una lavanderia di Ponsacco: dentro ci sono alcune foto in cui si vedono primi piani di parti intime femminili che sono state più volte suturate proprio a causa del ripetuto utilizzo di strumenti e dispositivi medici in giochi sessuali estremi. Un particolare che aveva fatto scattere le indagini proprio per capire se la donna fosse o meno consenziente. Lo scenario, nel quale erano stati eseguiti gli scatti, sembra proprio l’ambiente ospedaliero. Ma non solo quello. Tutto è partito dalla pennetta elettronica finita per dimenticanza nelle mani del personale della lavanderia. Per restituirla al proprietario, la chiave è stata aperta. Da qui la scoperta.

Le immagini choc. E la successiva consegna ai carabinieri per finire sui tavoli della Procura. Quindi l’inchiesta, le perquisizioni nelle case di lei e di lui, ma anche in un camper parcheggiato a Collesalvetti dove i due si sarebbero incontrati spesso e dove sono stati trovati bisturi, aghi, siringhe e oggetti sadomaso. Sulla cui provenienza sono adesso in corso accertamenti.