volanti
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Livorno, 18 dicembre 2016 - Una professoressa dell’istituito comprensivo Niccolini-Palli è stata vittima ieri mattina di un’aggressione a dir poco insolita: un ragazzo l’ha colpita lanciandole tre uova. Tutto è accaduto all’improvviso all’interno di un’aula nella sede di via Maggi. L’episodio non ha almeno sulle prime una spiegazione chiara. C’è infatti chi lo ritiene un gesto goliardico, dunque una semplice bravata. Ma c’è anche chi ritiene che il ragazzo sia stato «il braccio armato» di qualche studente scontento della professoressa magari per un’insufficienza di troppo.

Per cui l’alunno del Niccolini Palli potrebbe aver chiamato un amico esterno all’istituto perché non fosse identificabile e gli abbia chiesto di mettere in atto la vendetta al suo posto per farla franca. Così il ragazzo mescolandosi agli alunni ieri mattina al suono della prima campanella si è introdotto indisturbato nella sede di via Maggi. Si pensa che si sia nascosto nei bagni e all’ora concordata è uscito ed ha raggiunto l’aula ed è entratto in azione: armato delle uova si è avvicinato alla professoressa e fulmineamente ha portato a compimento la sua missione.

L’aggressore ha colpito approfittando del parapiglia scatenato è scappato a gambe levate facendo perdere le sue tracce nello stupore generale. La professoressa scioccata è stata soccorsa dagli allievi e dai colleghi. É stato dato l’allarme e alla scuola sono arrivati gli agenti delle volanti ai quali è stata fatta la denuncia di questo episodio.

La professoressa e i ragazzi testimoni del lancio delle uova hanno descritto così l’aggressore: indossava una giacca a quadri rossa e nera, pantaloni grigi, scarpe scure e aveva il volto coperto con una sciarpa per non farsi riconoscere. Messo a segno il blitz è sparito così come era apparso fulmineamente. Un fatto del genere in questa scuola non si era mai verificato prima di ieri. E pone all’attenzione delle autorità scolastiche un problema non secondario: vista la facilità con la quale il giovane aggressore è entrato nella sede di via Maggi qualunque estraneo può introdursi senza che il personale addetto alla vigilanza se ne accorga. Non si può certo pretendere che all’ingresso di ogni scuola venga identificato ogni alunno, tuttavia dopo questo episodio una riflessione andrà fatta.