Carabinieri
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Livorno, 26 luglio 2016 - Una vera e propria batteria di ladri quella intercettata e bloccata questa notte a Vicarello dai Carabinieri di Livorno. Arrestati 5 cittadini marocchini. Recuperati 700 pannelli fotovoltaici. Questa notte, intorno alle 3, i Carabinieri del Reparto Operativo di Livorno, coadiuvati dai colleghi della Compagnia, sono riusciti ad intercettare e a trarre in arresto ben 5 nordafricani, tutti responsabili di Furto aggravato in concorso di oltre 700 pannelli solari, del valore stimato in circa 80.000 euro. Tutti originari del Marocco ma residenti da tempo in Italia, tra la Campania e la Puglia. La suddetta “batteria” era evidentemente venuta in trasferta in Toscana con lo scopo di asportare un ingente quantitativo di pannelli fotovoltaici che avrebbe fruttato decine di migliaia di euro di guadagno. L’obbiettivo prescelto era stato individuato nel territorio di Pisa, precisamente a Cascina, presso una ditta individuale sita in Località Santo Stefano a Macerata. I nordafricani, nel tragitto di ritorno sono incappati in un vasto servizio di controllo del territorio, predisposto dal Comando Provinciale di Livorno e finalizzato a contrastare la recrudescenza dei reati predatori, con impegnate pattuglie del Nucleo Investigativo, del Nucleo Radiomobile e delle Stazioni. I 5 extracomunitari, tutti a bordo rispettivamente di 2 furgoni giunti all’altezza della SGC all’uscita di Vicarello, si sono trovati di fronte ad un posto di controllo dei Carabinieri i quali hanno subito intimato l’alt. I cinque hanno tentato di forzare il posto di blocco e di darsi alla fuga. Solo una delle autovetture con a bordo 2 dei marocchini è i riuscita a sfuggire al controllo, ingaggiando con i militari un breve inseguimento conclusosi pochi chilometri più avanti. Nel corso della successiva perquisizione, i Carabinieri sono riusciti a rinvenire e sequestrare all’interno dei due furgoni Iveco il prezioso carico, costituito come detto da oltre 700 pannelli. I cinque stranieri sono stati tutti tratti in arresto e, su disposizione del magistrato, trasferiti presso il carcere delle Sughere. La refurtiva è stata poi riconsegnata al legittimo proprietario.