L'avvocato Cesarina Barghini, che difende l'infermiera
L'avvocato Cesarina Barghini, che difende l'infermiera

Livorno, 1 aprile 2016 - «Siamo davanti ad un errore di persona. Fausta Bonino non è l’infermiera killer della corsia. Siamo impazziti?». Cesarina Barghini è l’avvocato di fiducia dell’infermiera che dalla notte di mercoledì è in carcere a Pisa. L’avvocato è indignata, arrabbiata e pronta a combattere per dimostrare la totale estraneità della sua assistita in questa tragica vicenda.

«La mia cliente – spiega – lavora da trenta anni in ospedale. Una vita professionale specchiata nella quale non esistono episodi che possano mettere in dubbio la sua innocenza. Anzi al contrario chi la conosce sa di che persona e infermiera stiamo parlando» Alla domanda specifica se Fausta Bonino abbia mai fatto uso di alcool come è stato riferito in conferenza stampa, l’avvocato Cesarina Barghini risponde stizzita.

«Assolutamente no. La mia cliente, voglio che sia chiaro, è una persona equilibrata. Una persona che non è mai stata in cura da uno psichiatra o da un medico specializzato in queste patologie. Non ha mai avuto patologie invalidanti. Quando ad ottobre è stata trasferita in un altro reparto ha reagito come avrebbero reagito tutte le persone che sentono di essere accusate di una cosa che non hanno fatto. Ha sentito una mancanza di fiducia nei suoi confronti. Ed è per quel trasferimento che il suo medico curante, il medico generico, le ha prescritto normali farmaci che prendono le persone che devono affrontare una situazione ingiusta. Farmaci che possono prendere la gran parte degli Italiani che attraversano un momento difficile. Del resto quel trasferimento lo abbiamo impugnato davanti al giudice del lavoro (l’udienza dovrebbe esserci a breve, ndr) perché lo riteniamo ingiustificato e immotivato».

Avvocato gli inquirenti affermano che quando si sono verificate le morti sospette la sua cliente era presente...

«Da essere presente in corsia ad essere il killer dei pazienti c’è una differenza enorme. Non vogliamo mancare di rispetto ai familiari delle vittime e non vogliamo togliere niente alla gravità dei fatti che sono accaduti. Ma da questa situazione ad affermare che Fausta Bonino, una persona che tutti stimano e che i superiori hanno sempre portato su un palmo di mano, abbia ucciso c’è una differenza enorme. Invece di partire dalla presunta innocenza di una persona in questo caso gli inquirenti sono partiti da una presunta, dico presunta, colpevolezza. Non esiste alcuna prova anzi alcun indizio. L’unico indizio è la presenza della mia cliente in corsia. La mia cliente è un capro espiatorio. Questa vicenda rischia di distruggere una famiglia, una famiglia che è pronta a lottare e ad uscire a testa alta».

Intanto si apprende che il giudice ha disposto l’arresto della donna e la custodia cautelare in carcere per il timore che Fausta Bonino, non più in servizio in reparto, ma in servizio al poliambulatorio, potesse uccidere ancora. Che Fausta Bonino sia u’infermiera stimata ed irreprensibile è emerso anche nella conferenza stampa della Asl nella quale il primario Michele Casalis non è riuscito a trattenere l’emozione. «E’ l’infermiera che tutti vorreste avere. Arrivava a lavoro anche un’ora prima». Ineccepibile, amorosa con i pazienti, preparata e stimata dalle colleghe e dai superiori: può essere una killer? Cesarina Barghini: «Assolutamente no».