Cecina (Livorno), 10 giugno 2015 – Dalle ruspe ai fucili. "Simbolici, si intende, una provocazione". L’invito alla ribellione arriva da Lorenzo Gasperini, consigliere comunale della lista civica «Cecina Insieme» e candidato alle regionali con la Lega di Salvini. La frase che fa, farà discutere, arriva dalla sua bacheca facebook, da dove Gasperini ha commentato la notizia che il prefetto di Pisa potrebbe arrivare a "requisire forzosamente case ai privati per darle agli extracomunitari. Imbracciamo i fucili?".

La polemica nasce dalle proteste che ci sono state in alcuni comuni dei colli marittimi pisani, Casale ma anche Montescudaio, dopo che il prefetto ha chiesto ai sindaci di trovare degli alloggi sfitti da mettere a disposizione, con affitto concordato e regolarmente pagato dalle cooperative incaricate dal ministero, per accogliere i profughi che dovranno essere distribuiti in piccoli gruppi ma in tutti i Comuni. Trovare privati che mettano case a disposizione nonostante la garanzie dell’affitto e del contratto, come si può immaginare non è semplice. E cosa succede se un Comune non le trova? Si requisiscono le case?

"Credo che sia un’ipotesi remota – risponde il sindaco di Casale, Fabrizio Burchianti - la vedo difficile. E comunque tutti i Comuni si stanno muovendo, anche noi ci stiamo lavorando e dovremmo aver trovato la soluzione. Si parla comunque – sottolinea – di numeri minimi, in proporzione agli abitanti. Per Casale ad esempio si è parlato di quattro persone".

Resta il fatto che l’ipotesi, in mancanza di soluzioni alternative, ci sia. E Gasperini la giudica "una gravissima violazione della proprietà privata che rientra tra i diritti fondamentali della persona. Non sono un giurista ma la requisizione dovrebbe essere prevista solo nei casi di emergenza e questo non lo è. Quella di accogliere chiunque arrivi è una scelta politica: si impiega un anno per identificare queste persone, per capire se sono perseguitati che fuggono, ed allora ben vengano le porte aperte, o se non lo sono. E nel frattempo stanno qui a nostre spese. Se è un’emergenza quella dei migranti perchè non lo è quella degli italiani che hanno perso la casa? Perché per loro non si pensa di requisire case?".

Quanto all’invito ad imbracciare i fucili Gasperini sottolinea: "Si tratta chiaramente di una provocazione, non ho neanche il porto d’armi. Ma il problema c’è. Se domani requisissero le case cosa faremmo? Non credo prenderemmo i fucili ma certo faremo di tutto per impedirlo e difendere la proprietà privata, magari anche occupando. Spareremmo? No, è un modo dire, ma siamo pieni di questi continui soprusi".