Il presidente Caprotti
Il presidente Caprotti

Livorno, 5 novembre 2014 - «BASTA con il monopolio della Coop: porterò l’Esselunga a Livorno». Questo era stato uno dei cavalli di battaglia di Filippo Nogarin in campagna elettorale. Ed ora, dopo l’elezione a sindaco, evidentemente, ha mosso i primi passi per «essere di parola». E il patron di Esselunga, Bernardo Caprotti si sfrega le mani pensando che presto anche l’ex roccaforte rossa, oggi in mano grillina, potrebbe vedere lo sbarco di uno dei suoi supermercati. Terreno e immobile, in fondo, sono lì da 18 anni: «Ho comprato uno stabilimento dismesso dalla Fiat nel 1996 – ricorda Caprotti – ma finora non c’è stato niente da fare... la politica l’ha sempre fatta da padrone». Ma di questi tempi la ‘rivincita’ politica per il patron milanese c’entra poco e nulla.

La guerra con le coop e il ‘nemico’ di sempre Turiddu Campaini è lontana anni luce. («Non è vero – ride – nessuna guerra con Campaini ci siamo scritti solo libri, lettere, ci siano confrontati, ecco ...»). Ma quelli erano tempi diversi. OGGI PIÙ che mai quello che conta è che Livorno è la terza città della Toscana e i suoi 160mila abitanti fanno gola al colosso alimentare milanese. «A noi piace servire i livornesi – sorride Caprotti – e ai livornesi piace comprare all’Esselunga». Gli fa eco il responsabile operativo del centro Italia Luca Burroni. «Le nostre indagini dicono che molti livornesi si spostano a Pisa pur di venire a fare acquisti da noi». Livorno, Pisa, sinistra rossa o Pd rosè: logiche superate se è vero che l’oggi sindaco Filippo Nogarin ha fatto dell’apertura all’Esselunga uno dei cardini della sua campagna elettorale. Non solo è persino andato a Prato a vedere il taglio del nastro dell’ultimo gioiello toscano della catena. «Caspita! – si è lasciato scappare Caprotti – è proprio venuto a vedere di persona». E lui è già pronto a dare il via ai lavori.