Livorno, 21 maggio 2016 - «Il sogno di Anna Lisa era trovare una cura a quello stesso male che nel 2011 se l’è portata via. Ha lottato, sempre consapevole di quel che le accadeva intorno. Il suo coraggio mi dà coraggio, l’amore che ha avuto intorno è per me oggi il ricordo più bello». Roberta Romani è la mamma di Anna Lisa Russo e presidente della onlus «Annastaccatolisa». Sua figlia è morta il 4 ottobre 2011 nel reparto di cure palliative all’ospedale di Livorno. Proprio a questo reparto l’associazione che porta il suo nome ieri ha presentato un’importante donazione a sostegno «degli operatori di questa realtà. L’ospedale era diventata la nostra casa e Anna Lisa stessa non esitava a definirla la sua “beauty farm”, circondata da amici, medici, infermieri, oss, volontari e la musicoterapeuta che sempre riempivano la sua camera». 

Prendersi cura delle persone e delle loro famiglie è il sintomo di una società civile. «L’associazione ha voluto esserci vicino con un aiuto concreto. Il nostro lavoro è complesso – ha spiegato suor Costanza Galli, responsabile delle cure palliativeDall’addio ad Anna Lisa abbiamo “accompagnato” qualcosa come altre 1300 persone. Gli operatori sono importantissimi, ecco perché grazie ad “Annastaccatolisa onlus” attiveremo un servizio a loro sostegno con una psicologa, per evitare il “burn out”. Faremo un anno di incontri dedicati a questo tema, il via già da giovedì. La permanenza di Anna Lisa alle cure palliative si è arricchita di un momento di grandissima felicità, che la mamma ha ricordato con emozione: «Il giorno del matrimonio con il suo Andrea, che per me è ora un figlio, mi disse che era “strafelice”. Fiori, colori e tanto amore che l’ha circondata fino all’ultimo. Alle giovani donne dico, fate prevenzione».

«Quello di Anna Lisa è un caso clinico ma soprattutto umano – ha concluso Daniela Cheli, vicepresidente della onlus – Ci occupiamo anche di ricerca, ecco perché assegnamo borse di studio a ricercatori per trovare una cuera al carcinoma mammario triplo negativo. A breve sarà assegnata la terza, per 22mila euro. Vorremmo replicare anche il prossimo anno, i nostri obiettivi sono ricerca, cura e prevenzione».