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Analisi Arpat nel fosso alla Mazzanta: "Morìa di pesci legata alla scarsa ossigenazione"

Rosignano: non si placano le polemiche degli attivisti 5Stelle che chiedono lumi all'amministrazione in merito alla chiusura del canale

di GIULIO SALVADORI
Ultimo aggiornamento il 11 luglio 2017 alle 15:19
Il fosso in via della Forestale alla Mazzanta dove sono state rinvenute molti pesci morti

Rosignano (Livorno), 11 luglio 2017 - Una bassa concentrazione di ossigeno e un’elevata temperatura dell’acqua oltre alla presenza di un tappeto di alghe e di batteri tipici di ambienti eutrofici. Questo in sintesi è il responso degli esami analitici svolti da Arpat sul Fosso Mozzo lungo via della Forestale in località La Mazzanta (Vada), dove nei giorni scorsi alcuni attivisti grillini, sia di Rosignano che di Cecina, avevano segnalato la presenza di numerosi pesci morti. “Durate il sopralluogo di Arpat – si legge in una nota divulgata dal Comune – è stata rilevata la presenza di acque stagnanti e putrescenti, che lasciavano presupporre un fenomeno di eutrofizzazione a seguito del quale potrebbe essersi verificata la moria di pesci. Le analisi hanno evidenziato la presenza di una barra di foce all’altezza dello sbocco a mare del fosso dove il ristagno delle acque crea una proliferazione algale con fenomeni di eutrofizzazione delle acque e conseguente disequilibrio di ossigenazione necessario al mantenimento degli equilibri biotici fluviali. Inoltre nell’alveo del Fosso è presente anche una considerevole presenza di Poseidonia Oceanica in decomposizione che aggrava ulteriormente la situazione. Presumibilmente la moria dei pesci segnalata è da attribuire a queste cause”.

A tornare sulla questione sono però anche i consiglieri comunali grillini di Rosignano e Cecina che sottolineano: “Il fosso si trova in una zona dove sono presenti sia la guardia forestale che l’ente di bonifica, possibile che nessuno abbia notato qualcosa? Prendiamo atto che l'intervento dei vari organi sia stato tempestivo, anche se solo dopo la lettura dei giornali, ma specifichiamo che questo fenomeno non è straordinario. Vogliamo sapere chi ha chiuso il fosso e perché, generando il problema. Forse si vuole evitare che l'acqua del fosso finisca in mare durante il periodo di balneazione? La Bandiera Blu è un riconoscimento di qualità in un contesto eterogeneo. Mare e spiaggia di qualità con alle spalle pesci morti, industria chimica, depositi ferrosi e agricoltura ricca di fertilizzanti chimici è un contesto che merita tale riconoscimento? Quest’ultima domanda  andremo a fare con i nostri parlamentari alla commissione di valutazione della Bandiera Blu”.

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