Livorno, 28 maggio 2017 - Torna lunedì 29 la Giornata cittadina per la Pace, nata per ricordare il primo bombardamento di Livorno del 28 maggio 1943 e promossa dalla Comunità di Sant’Egidio con il Comune di Livorno, insieme alla Diocesi, alla Fondazione Livorno e all’Istoreco. All'appuntamento, con inizio alle 17 in Piazza del Municipio, ci si è preparati con un coinvolgimento particolare delle scuole elementari Benci, Bini e D’Azeglio, dove Sant'Egidio nelle scorse settimane, ha accompagnato anziani livornesi, profughi e richiedenti asilo, scappati dalle guerre del presente, per raccontare le loro storie di vita, sotto i bombardamenti, o in fuga sui barconi in cerca di una vita migliore. Ogni racconto è un po' una parabola, che rimane nella memoria e orienta nel tempo. Ed è ciò che hanno potuto ascoltare e far proprio oltre mille bambini.

“I bambini in Italia sono fortunati – ha spiegato Sherish, pakistana - perché non devono avere paura di andare al mercato, a scuola, al parco. E' bello vivere così in pace, senza violenza”. “Bisogna ricordarci di chi a Livorno è stato tanto male per la guerra e sperare che anche in tanti paesi la guerra finisca”, le hanno fatto eco i bambini delle scuole. Alle 17, dunque, partenza, poi prima tappa in piazza Duomo; la seconda in via di Franco, la terza in via Cairoli angolo via dei Lanzi, quindi piazza Cavour e, intorno alle 18.30, agli Scali d'Azeglio dove si trovava il rifugio antiaereo che crollò con il bombardamento del 28 maggio ’43, e dove morirono un centinaio di civili che vi si erano rifugiati. “L’enormità della deflagrazione – ricordano i promotori - rese impossibile la rimozione dei corpi. Molti di essi non hanno ancora un nome”.

Negli anni, la memoria di questo fatto era rimasta sepolta, così come il luogo era rimasto nascosto dalle reti dei pescatori. Nel 1998 la Comunità di Sant’Egidio di Livorno cominciò a raccogliere frammenti di ricordo sull’episodio dai racconti degli anziani amici della comunità, facendo riemergere un dolore mai sopito per le devastazioni della guerra; si cominciò a lavorare, proprio a partire da questo episodio dimenticato, sull’idea di istituire una giornata della memoria, coinvolgendo le istituzioni finché, nel 2001 il Consiglio Comunale sancì la nascita della Giornata cittadina per la Pace.

Una targa fu apposta nel 2004 alla cantina degli Scali d’Azeglio per ricordare appunto le vittime del bombardamento del ‘43 insieme alle vittime di tutte le guerre e rinnovare l’impegno per un mondo più giusto, un mondo di pace. È per questo motivo che la sensibilizzazione di questo evento è partita proprio dalle scuole elementari. La giornata cittadina per la Pace sarà l’occasione per soffermarsi anche sulle guerre attualmente in corso. In particolare interverranno alla marcia alcuni profughi siriani, giunti in Italia grazie ai corridoi umanitari attivati dalla Comunità di Sant’Egidio e saranno presenti numerose classi delle scuole Benci, Bini e D’Azeglio. La pace ha il nome di chi la costruisce, di quelli di cui non si sa il nome ma sono custoditi in una memoria viva, tenace, non disincantata.