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Le banchine viste dalla Community: «Qua anima e speranze della Spezia»

Guai ad alimentare una dannosa contrapposizione tra porto e città

di ANNA PUCCI
Ultimo aggiornamento il 20 febbraio 2018 alle 12:42
foto Sergio Landolfi presidente Associazione doganalisti spezzini

La Spezia, 20 febbraio 2018 - IL PORTO della Spezia è cresciuto, chiudendo il 2017 con la movimentazione record di 1.473.571 teu, con un incremento del 15,8% sull’anno precedente. Ma crescono anche i problemi, in particolare quelli legati alla convivenza tra porto e città e il nodo dell’accesso dei tir alla banchina, con le code al varco degli Stagnoni che puntalmente si ripropongono. Tutti temi che sono diventati oggetto di polemica politica, con il rischio che si perda la consapevolezza dell’importanza, in termini economici per il territorio e per il paese, di quello che è il secondo porto d’Italia per movimentazione container.

A RIMETTERE i puntini sulle ‘i’ ci pensa la Community che raduna agenti, spedizionieri e doganalisti: «Dopo giorni caratterizzati dal riproporsi di voci e polemiche sul futuro del porto – scrive la Community – lanciamo la nostra sfida: al di là dei ruoli che comunque vanno rispettati, siamo disponibili a metterci direttamente in gioco e a offrire il nostro patrimonio di esperienze e relazioni nell’interesse comune del porto». L’obbiettivo è promuovere «subito un confronto diretto, proprio in questo periodo pre-elettorale, con tutte le forze politiche». Giusto per ricordare ai politici due fattori: primo, non puó esistere nessuna contrapposizione fra porto e città; secondo, la Community è espressione e naturale portabandiera degli interessi di questo territorio, di una comunità economica estesa che punta sulla crescita e lo sviluppo. «Siamo disponibili – afferma Sergio Landolfi, presidente degli spedizionieri doganali – a un confronto a tutto campo con il sindacato e con le istituzioni e il maggiore terminalista del porto.Di certo è che non possiamo permetterci di essere testimoni passivi, oggi che troppe voci ricorrenti sembrano concentrarsi sul futuro commerciale del porto e sul disimpegno di importanti clienti». La Port Community La Spezia si considera «parte integrante del porto, ma anche della città che di porto vive – prosegue Landolfi – e che quindi deve tornare a credere in modo convinto e coeso nella necessità di favorire e sostenere lo sviluppo dello scalo marittimo. L’unica cosa che non possiamo permetterci di fare è quella di mettere la testa sotto la sabbia, aspettando che in altre sedi si decida del destino di centinaia di famiglie».

A QUESTE famiglie la Community lancia una proposta: «Costruire insieme uno strumento di informazione costante, accessibile a tutti, sullo stato di salute del porto, sullo stato di avanzamento di progetti e opere, anche su eventuali contrasti di opinione. Uno strumento che favorisca l’appianamento delle divergenze e consenta di presentare al mondo dello shipping internazionale un corpo coeso caratterizzato da quella efficienza e flessibilità che hanno fatto grande e unico il porto di La Spezia».

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