La Spezia, 5 agosto 2017 - A INGEGNO progettuale e abilità costruttiva si unisce il terzo caposaldo fondativo della manifestazione: la voglia di primeggiare con la conseguente capacità di sacrificio. Ingredienti che si ritrovano in una miriade di ambiti marinari. Allora – si chiede sempre Riccardo Bonvicini – perché il Palio del Golfo esiste alla Spezia e non, ad esempio, nel Golfo di Napoli o in quello del Tigullio? Alla base della nascita del Palio c’è un elemento culturale e, al tempo stesso sociale. La Spezia è una città giovane, nata da pochi anni e cresciuta attorno alla base navale della Marina Militare, e per tenere insieme quella Babele di gente che ha costruito l’Arsenale e che poi c’è andata a lavorare, c’è un solo denominatore comune: il mare. Nasce da questa motivazione culturale il Palio del Golfo. Nasce per questo la Festa del Mare, probabilmente già nella seconda metà dell’Ottocento. Poi a dare continuità – e soprattutto organizzazione – alla manifestazione arriva la Lega Navale. L’associazione nasce nel 1897 con lo scopo di diffondere l’amore per il mare e la conoscenza dei problemi marittimi, sviluppando iniziative promozionali, culturali, sportive, ambientalistiche e naturalistiche… Dopo la Lega Navale e il fascismo che ha creduto fermamente nella Festa del Mare al punto di valorizzare treni popolari per valorizzare la disfida al di fuori dei confini locali, arriva un uomo in carne e ossa. Si chiama Angelo Majoli che, da tutti e per sempre sarà ricordato, dopo essere stato insignito dell’onorificenza di Comandate del Palio, come il papà del Palio per aver fatto diventare grande il Palio. E comunque quando sia stata disputata la prima gara è destinato a rimanere per sempre un mistero. La Festa del Mare nasce invece ufficialmente nel 1920 e tra le gare non è escluso che ci fosse anche la sfida tra gli equipaggi delle borgate del golfo. Esiste anche una fotografia nella quale l’equipaggio delle Grazie viene indicato come vincitore del Palio del 1921. Per quanto riguarda la denominazione, quello che oggi conosciamo con il nome di Palio del Golfo, veniva indicato, nel 1929, come Campionato provinciale per imbarcazioni a quattro vogatori e un timoniere sui 1500 metri.

SI SA CHE IL PALIO nasce ritagliandosi uno spazio all’interno della Festa del Mare nella quale si svolgevano gare di nuoto e di vela, conquistando anno dopo anno una sempre maggiore vitalità. Risalendo l’albo d’oro degli albori della rassegna si arriva a quello che costituisce l’inizio e cioè al nome delle barche vincitrici dell’edizione 1932 e 1933: Isa e Nella. Ed entrano nella storia della manifestazione remiera i nomi di Giovanni Canepa, Umberto Bello, Domenico Minchella, timonati da Cesare Canepa nel 1932 e Giuseooe Rosa l’anno successivo. Il quarto vogatore di quell’equipaggio era Mario Garzia, il quale alla veneranda età di 103, nel 2014, era ancora sulla passeggiata Morin a festeggiare la vittoria dell’armo delle Grazie.