Simone Trenti
Simone Trenti

La Spezia, 9 gennaio 2019 - Non è professionista, ma ha metodo, amore per questo linguaggio e talento. Nella vita di tutti i giorni porta spezzini e turisti in giro per la provincia, a bordo dei mezzi pubblici: autista dell’Atc, Simone Trenti quando non ha le mani sul volante, è sempre pronto a metter a fuoco l’obiettivo. La sua passione è infatti la fotografia, con la quale immortala scene, angoli ed espressioni, questa volta in giro per il mondo. Anno dopo anno, si è specializzato in quella che oggi viene definita “street photography”: un filone – da lui stesso definito “non facile” - che riproduce il quotidiano di ogni posto, scorgendone e cogliendone la vera essenza.

Uno degli scatti di Simone Trenti in mostra

Racconti impressi dapprima in una memoria digitale, poi su carta fotografica, che permettono a chi li osserva di calarsi in pochi attimi nella realtà di posti vicini e lontani, osservare la vita vera catturata nell’attimo in cui si chiude l’otturatore, ovviamente secondo la visuale dell’autore. Da Cuba ad Amsterdam, passando per la Francia e Barcellona, con qualche incursione nello Spezzino: ecco l’itinerario che Simone Trenti propone nella mostra “Il mondo nei miei scatti”, curata da Serena Stefani, che sarà in programma fino al 20 gennaio allo spazio espositivo del Centro Commerciale “La Fabbrica” di Santo Stefano Magra.

Una retrospettiva “che non ha un tema preciso, ma ripropone le foto realizzate in tanti paesi anno dopo anno, mostrando ciò che in ognuno di questi mi ha attirato, particolari compresi” racconta l'autore. Nonostante l’immediatezza sia una delle cifre della “street photography”, riuscire a scattare la foto giusta per cogliere l’attimo più significativo, è di fatto un'impresa per chi ha pazienza: “Non ci sono tempi prefissati - spiega Trenti - : potrebbero volerci dieci minuti, venti, ma anche un’ora per riuscire a tirar fuori da ciò che ho davanti la fotografia che davvero voglio realizzare. Non importa che sia a colori o in bianco e nero: in questa esposizione ce ne sono di entrambi i tipi, perché lego la scelta al soggetto”. Nessun ritratto di maniera, nessun paesaggio, niente “still life”: con le sue tre macchine fotografiche, Simone Trenti – che ha iniziato mettendosi alla prova con la Yashica a rullino del padre - va alla scoperta del mondo, per riproporne la complessità e la spontaneità a tutti coloro che vorranno perdersi in questa esposizione, che segue quelle apprezzate già realizzate – fra gli altri - al Lavatoio di Sarzana e il Circolo Sottufficiali della Marina Militare alla Spezia.