Cristiana Pagni fotografata all’inaugurazione dell’edizione 2018 di Seafuture
Cristiana Pagni fotografata all’inaugurazione dell’edizione 2018 di Seafuture
di Franco Antola I numeri, innanzitutto. La superficie espositiva passata dai novemila metri quadrati del 2018 ai 16mila dell’edizione 2021. E poi le aziende che da 177 sono diventate 230 per rispondere alla domanda di un comparto – quello della blue economy – che ha ripreso la sua crescita esponenziale dopo l’emergenza pandemia. Cristiana Pagni, presidente di Italian Blue Growt, la società organizzatrice di Seafuture See Innovation Exibithion e Business Convention: quella che si inaugura stamani in Arsenale, con le sue oltre sessanta delegazioni provenienti da tutto il mondo, sarà una delle edizioni più ricche e attrattive per l’industria nazionale di settore, la cui ricadute saranno significative e immediate anche per il territorio. Un volano per l’industria del mare, ma anche per un turismo avviato sulla strada...

di Franco Antola

I numeri, innanzitutto. La superficie espositiva passata dai novemila metri quadrati del 2018 ai 16mila dell’edizione 2021. E poi le aziende che da 177 sono diventate 230 per rispondere alla domanda di un comparto – quello della blue economy – che ha ripreso la sua crescita esponenziale dopo l’emergenza pandemia. Cristiana Pagni, presidente di Italian Blue Growt, la società organizzatrice di Seafuture See Innovation Exibithion e Business Convention: quella che si inaugura stamani in Arsenale, con le sue oltre sessanta delegazioni provenienti da tutto il mondo, sarà una delle edizioni più ricche e attrattive per l’industria nazionale di settore, la cui ricadute saranno significative e immediate anche per il territorio. Un volano per l’industria del mare, ma anche per un turismo avviato sulla strada della ripartenza.

"Quello che arriva dall’Arsenale – assicura Pagni – è prima di tutto un messaggio di speranza per la nostra economia. Un luogo di incontro, una business convention per riallacciare rapporti fra industrie piccole e grandi. La nostra mission è disegnare il futuro della risorsa mare, in una visione a 360 gradi, come motore dello sviluppo del territorio e di un patrimonio da consegnare alle generazioni future". Le novità non mancano, come l’apertura degli stand alle eccellenze della subacquea, dei trasporti e della logistica, al comparto della Cyber Security e alla difesa dei confini. A confermarne la valenza dell’evento, da oggi al 1° ottobre verranno tre ministri (Lorenzo Guerini, Difesa, Andrea Orlando, Lavoro, e Giancarlo Giorgetti, Sviluppo economico), un vice ministro (Alessandro Morelli, Infrastrutture), due sottosegretari (Stefania Pucciarelli e Giorgio Mulè), oltre ai vertici della Marina militare, col capo di stato maggiore Giuseppe Cavo Dragone, il presidente della Regione Giovanni Toti e il top management delle industrie del comparto (in collegamento interverrà anche il vice presidente di Confindustria con delega all’Economia del mare Natale Mazzuca). "Una crescita, quella della blue economy – insiste Pagni – che testimonia come una grossa parte del futuro del nostro Paese sia legata proprio al mare, per parte nostra stiamo contribuendo nel nostro piccolo a far cresce questa cultura. Come non parlare di mare proprio qui, negli spazi che prima Napoleone e poi Cavour avevano indicato come base navale ideale?"

Qualcuno dice che Seafuture ha cambiato pelle, sviluppando oltremisura l’apertura alle industrie belliche...

"Non intendo entrare in questa polemica, dico solo che qui si parla soprattutto di ambiente, green economy, porti, combustibili alternativi per lo shipping, logistica e molto altro. Parlare di sicurezza fisica e digitale non mi pare che voglia dire promuovere il mercato delle armi, significa anche, per fare solo un esempio, dare risposte tecnologiche a chi, per il solo fatto di possedere uno smartphone, rischia di vedersi rubare i suoi dati più sensibili. Senza contare che gli investimenti nel campo della difesa hanno sistematicamente ricadute nel civile, è stato così per internet, la telefonia cellulare, le comunicazioni, ma anche l’industria biomedicale, l’automotive, i materiali composti. Eppoi mi domando: ha davvero un senso rinunciare alla Difesa dello Stato? In ogni caso si tratta di tematiche di carattere nazionale e se si vuole scendere su questo terreno allora chi ne è convinto promuova un referendum in modo da capire se il Paese vuole o no una difesa nazionale, anche quale parte di una sperabile difesa europea".

Temi generali a parte, cosa significa Seafuture per Spezia?

"Un evento importantissimo, credo, capace di contribuire, anche al rilancio del turismo convegnistico e alla destagionalizzazione di un’economia indotta che non può continuare a vivere solo fra giugno e agosto. Forse non tutti lo sanno, ma un turista che viene per partecipare a un convegno spende 2-3 volte di più di un turista classico e si trasforma in un efficace veicolo di promozione. E poi c’è l’altro aspetto: una manifestazione come questa può favorire importanti sinergie con la Marina militare, un confronto su temi-chiave come l’uso delle aree militari. Non mi pare poco".