La scuola e la pandemia: ne parliamo con Luca Cortis, dirigente dell’istituto comprensivo Isa 17.

Cosa resterà di questo anno infinito?

"Intanto chiariamo che gli istituti didattici comprensivi, dall’infanzia fino alle medie, non hanno mai saltato un giorno. Anzi hanno lavorato di piu rispetto al passato non essendoci mai state allerte meteo. Da settembre ci sono stati casi a macchia di leopardo che hanno costretto alle chiusure di singole classi ma non di interi istituti".

Il ruolo della scuola è cambiato?

"E’ diventato ancor più determinante nella crescita dei ragazzi, perchè di fatto è l’unica occasione per stare insieme, confrontarsi e socializzare. Gli insegnanti sono stati bravi a coinvolgerli e responsabilizzarli. Chiaramente resteranno dei vuoti perchè l’intelligenza è una costruzione sociale e lavorare insieme, in gruppo, confrontandosi con gli insegnanti è estremamente produttivo. Molto più dello stare collegati allo schermo".

Come sarà la scuola di domani?

"Ci sono azioni che ormai sono diventate automatiche e questo è indubbiamente un vantaggio nella gestione di un fenomeno con il quale bisognerà fare i conti chissà per quanto tempo. Speriamo di riprendere in fretta la socialità perchè questo è un vuoto che si farà sentire".