Non è proprio aria di primavera quella che si respira nella zona del Termo, tra via Sarzana e via del Monte. Un problema riconducibile molto probabilmente ai mancati allacciamenti alla fognatura, che causano la presenza di effluvi nauseabondi al confine tra il comune della Spezia e quello di Vezzano. A sollevare il problema sono i residenti del quartiere che da ormai anni convivono con l’insofferenza data dai cattivi odori e hanno tentato più volte di far sentire la propria voce. A sostegno degli abitanti della zona si è mobilitato anche Massimo Lombardi, consigliere comunale per il gruppo ‘Spezia Bene Comune’, che nella sua interpellanza al sindaco della Spezia e all’assessore...

Non è proprio aria di primavera quella che si respira nella zona del Termo, tra via Sarzana e via del Monte. Un problema riconducibile molto probabilmente ai mancati allacciamenti alla fognatura, che causano la presenza di effluvi nauseabondi al confine tra il comune della Spezia e quello di Vezzano. A sollevare il problema sono i residenti del quartiere che da ormai anni convivono con l’insofferenza data dai cattivi odori e hanno tentato più volte di far sentire la propria voce. A sostegno degli abitanti della zona si è mobilitato anche Massimo Lombardi, consigliere comunale per il gruppo ‘Spezia Bene Comune’, che nella sua interpellanza al sindaco della Spezia e all’assessore competente chiede la "presa in carico" del problema, e un sopralluogo a cura degli uffici tecnici del Comune della Spezia, volto ad individuare l’origine delle emissioni odorigene, oltre che la predisposizione di interventi utili a rimuovere le ragioni dei miasmi".

L’interpellanza, depositata l’altro ieri, fa eco ad una situazione che gli abitanti definiscono insostenibile. Micaela Benedetti ha un tabacchino vicino al luogo interessato e spiega: "Abbiamo messo tutti gli enti preposti a conoscenza del problema, si è parlato più volte di completare l’allacciamento al sistema fognario degli scarichi dei privati che non hanno ancora provveduto, però noi siamo ancora in attesa di questi interventi. Con questo odore i clienti evitano i bar e gli esercizi commerciali, non è un danno da poco". Comprensibilmente mangiare in presenza di odori nauseabondi non è certo piacevole, Clarissa Andreani ha un negozio di alimentari poco distante ed esprime la sua preoccupazione: "Far entrare i clienti in un negozio che vende alimenti e accoglierli con questo odore ci mette a disagio, ci sono stati giorni in cui ho dovuto tenere chiuse le finestre del negozio, si tratta di un paradosso in un momento in cui ci viene detto di arieggiare i locali per diminuire i rischi del contagio da Covid". Non va meglio a chi abita a pochi metri e deve rimanere in casa con porte e finestre blindate. Paolo Putrino si muove spesso nel quartiere e dice: "In alcune giornate, specialmente in estate, è impossibile fermarsi per strada, e anche sbrigare le più elementari commissioni diventa una sofferenza".

Anche Nello Benedetti si unisce al coro del disappunto: "Molte case di zone limitrofe scaricano direttamente nel canale sottostante, servirebbe un controllo fatto da tecnici che possano identificare l’origine dell’odore e risolvere il problema: è tanto che aspettiamo, ma con il ritorno dell’estate siamo sempre più in apprensione". Franco Orlandi concorda con i suoi vicini e sottolinea: "Dopo così tanto tempo iniziamo ad essere stanchi, non si può più rimandare un intervento che per noi è un’urgenza". Linda Bizzarro abita in una casa poco lontano e a causa dell’odore non riesce più a stare nel suo giardino: "Mi sono laureata a luglio a distanza, ho invitato qualche amico per un brindisi in giardino, ma l’odore era insostenibile, purtroppo ci siamo dovuti scusare con gli invitati, non è piacevole non poter vivere il proprio ambiente domestico". Molti degli abitanti del quartiere hanno scelto la zona perché è tranquilla e ci sono diverse case con il giardino, tuttavia a ora molti si trovano a non poter usufruire dello spazio verde a causa dell’odore. Con l’arrivo dell’estate si teme che la situazioni peggiori e i residenti non vogliono più sopportare.

Ginevra Masciullo