Le prime donne ammesse a svolgere servizio dei sommergibili della Marina Militare italiana
Le prime donne ammesse a svolgere servizio dei sommergibili della Marina Militare italiana

La Spezia, 24 ottobre 2016 - Profumo di donna negli abissi. E i colleghi maschi avranno d’ora in avanti l’esigenza di ingentilire il clima di bordo e un motivo in più per dare il meglio nella cura del battello e in missione: questione di sommergibili. E il nuovo corso rosa della Marina militare che, dopo aver collaudato in plancia e in sala macchine fior di professioniste, sta forgiando altre donne, ufficiali e sottufficiali, alle navigazioni invisibili. Sono sette. Il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, le presenta così: «Si tratta di sette ragazze speciali, tra i 23 e i 28 anni. Con impegno, ostinazione e passione sono riuscite ad espugnare l’ultimo fortilizio maschile. Il loro è un primato che sprona tutte le donne a superare ogni ostacolo per realizzare i propri sogni. Mi rendono particolarmente orgogliosa come donna e come ministro della Difesa».

SCALPITA a porsi al periscopio l’aspirante guardiamarina Martina Petrucci, 24 anni di Camaiore: ha superato la prima parte del corso, quella a terra, ed è proiettata ora alla pratica a bordo. Oggi aprirà il portellone: «Non vedo l’ora. È il coronamento di un sogno, l’inizio di una sfida. Ricordo quando ero bambina e, sotto la Madonnina del porto di Viareggio, giocavo a osservare le navi in entrata e uscita dal porto e scrutavo quelle che transitavano al largo. La passione per il mare è nata lì, consolidata dagli studi al Nautico e poi in Accademia navale. Ed eccomi qua, motivata, all’imbarco nei sommergibili» dice, soddisfatta di aver seguito l’esempio di chi – già da tempo imbarcata – le aveva parlato entusiasta dell’esperienza e sfoggia il grado di sottotenente di vascello.

C’è Erika Benemerito, 26 anni, napoletana, imbarcata sul sommergibile Todaro; è lei la prima a essersi fatta avanti, a sottoporsi ai test, a superare i corsi; c’è poi Elena Varagnolo, 25 anni di Chioggia, in forza al Venuti. E Iole Boccia, 28 anni, imbarcata sul Lungobardo. Ci sono poi le tre sottufficiali: Domenica Ruggiero, 27 anni, di Bari, capo di terza classe, radarista, Valeria Fedele, 26 anni, brindisina, sotto capoelettricista; Francesca De Filippis, 23 anni, di Lecce.

Per tutte loro nessun problema a dare corso alla rivoluzione rosa e a mettersi in concorrenza con i maschietti. Da parte di questi tanta ammirazione. «Sui sommergibili non c’è questione di genere; semmai di adattamento agli spazi... e le colleghe stanno dando un’ottima prova di adattamento», dice il comandante dello Scirè, il capitano di corvetta Daniele Ruggieri.

PRIVACY garantita? «Assolutamente sì», dice Iole Boccia, ingegnere navale. «Tutto meno difficoltoso di quanto potessi ipotizzare. La gioia che ti danno le immersioni, l’impegno che ti assorbe nella navigazione, nella gestione degli impianti al top della tecnologia è talmente appagante che le difficoltà si dissolvono», dice l’ufficiale che ha testato, da tecnico delle costruzioni navali, l’eccellenza della costruzione dei battelli di nuova generazione allo stabilimento Fincantieri del Muggiano. C’è quello in fase di avanzamento nel capannone, il Romei, del quale sta seguendo l’allestimento Domenica Ruggiero: «Una grande esperienza tecnica e umana in un contesto di eccellenza», rileva. Pronte alla guerra? «Pronte alle necessità del Paese». Intanto è grazie ai sommergibili che, spesso, scattano i soccorsi ai migranti alla deriva nel Canale di Sicilia ed è possibile, col periscopio, a distanza, l’individuazione degli scafisti, e quindi il loro arresto, in un mix di solidarietà e sicurezza.