Una piscina (foto repertorio Ansa)
Una piscina (foto repertorio Ansa)

Follo, 13 agosto 2020 - Non solo la piscina era priva dell’autorizzazione sanitaria per l’esercizio dell’attività natatoria, ma al suo interno c’erano anche ospiti che non rispettavano le norme anticovid. Risultato? Piscina chiusa fino a che non sarà definita la pratica burocratica con l’ente sanitario. Accade a Follo, dove gli ispettori della struttura complessa di Igiene e sanità pubblica di Asl5 hanno messo nel mirino una struttura ricettiva. Il blitz, nell’ambito dei controlli di routine per verificare il rispetto dei protocolli anti Covid-19 che da mesi stanno impegnando il personale della struttura sanitaria dell’Asl spezzina, sono scattati lunedì pomeriggio, e sono sfociati, ieri, nell’ordinanza del sindaco Rita Mazzi che impone la sospensione dell’utilizzo della piscina fino a che l’impianto non avrà ottenuto l’autorizzazione sanitaria.
 

A sollecitare il dispositivo al capo della giunta follese sono stati proprio gli ispettori dell’azienda sanitaria, alla luce di quanto emerso dal controllo, ossia la presenza di persone in piscina che non rispettavano le norme per contrastare la diffusione del contagio di Covid-19, ma soprattutto l’assenza dell’autorizzazione che la struttura ricettiva avrebbe dovuto chiedere e ottenere dalla stessa Asl5 per ‘attivare’ la pratica natatoria e aprire la piscina ai propri clienti.
 

Piscina che, d’altronde, è in possesso di tutti i requisiti edilizi e urbanistici, come è emerso da ulteriori approfondimenti. "Per la conduzione della piscina non è stata svolta alcuna pratica autorizzativa con la competente struttura complessa Igiene e sanità pubblica", si legge nella comunicazione con cui gli ispettori di Asl5 hanno chiesto al primo cittadino follese l’emissione di un’ordinanza per sospendere l’attività della piscina della struttura ricettiva, sottolineando inoltre come dai controlli fosse emersa "la presenza di persone in piscina che non rispettavano le norme anticovid, peraltro non disposte dalla direzione". La norma prevede infatti che il proprietario di una piscina compresa in strutture residenziali e ricettive debba essere munito di autorizzazione sanitaria per l’esercizio dell’attività natatoria, rilasciata dalla stessa azienda sanitaria.
 

Quello di Follo è l’ultimo di una serie di controlli che dalla fine del lockdown sono stati messi in campo dalla struttura di Igiene e sanità pubblica per verificare il rispetto delle norme di prevenzione introdotte al fine di ridurre il rischio di contagio da Coronavirus. I controlli in queste ultime settimane hanno riguardato decine di strutture ricettive in tutta la provincia, dagli affittacamere agli alberghi.

Matteo Marcello
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