Piste ciclabili (foto repertorio)
Piste ciclabili (foto repertorio)

La Spezia, 21 gennaio 2021 - Un nuovo modello è possibile. E la pandemia, portatrice di tragedie e privazioni, può diventare il punto del giro di boa per tornare indietro e correggere le storture di quella che è divenuta una vera emergenza economica e sociale. Si riparte, analizzando il presente e le occasioni di svolta. Questa è l’idea che anima il ciclo di incontri promossi dalla Cgil spezzina in collaborazione con Fondazione di Vittorio, Auser, Federconsumatori e Sunia, il primo dei quali, "Ecobonus e rigenerazione urbana" è stato l’occasione per andare nella direzione di quel "Modello di sviluppo inclusivo e sostenibile" divenuto non solo ideale da perseguire, ma obiettivo da ottenere. Dalle potenzialità delle detrazioni del 110%, i relatori hanno allargato il campo, passando dalle migliorie per le abitazioni private ad un nuovo modello abitativo e di socialità, che vede un prezioso alleato nell’edilizia popolare: un patrimonio da rilanciare. In primo piano sono stati messi la rigenerazione urbana e l’efficienza energetica, che oltre ad avere un influsso positivo sui bilanci familiari, va verso la salvaguardia ambientale.

Moderati da Luca Comiti (segreteria spezzina Cgil), sono intervenuti Graziano Gorla della segreteria nazionale Fillea Cgil, Gianni Silvestrini (Kyoto Club), Edoardo Zanchini, vicepresidente nazionale Legambiente, Laura Ruocco, presidente Federconsumatori La Spezia e il segretario del Sunia La Spezia Cristiano Ruggia. Quest’ultimo si è concentrato su progetti specifici, da attuare con le risorse di Next Generation Eu in arrivo dall’Europa: quello della rigenerazione urbana per l’area di via Bologna, dove abbattere e ricostruire secondo modelli innovativi le palazzine pericolanti dei civici 121, 123, 125 e 127, la realizzazione di un parco urbano al Canaletto, dopo lo spostamento delle barriere fonoassorbenti da parte dell’Autorità Portuale, che diventerebbe un vero e proprio filtro verde – oltre che fascia di rispetto – in grado di ridurre inquinamento atmosferico ed acustico, piaga che gli abitanti della zona denunciano da lungo tempo. Nella stessa sede, nel segno del trasporto ad impatto zero, si prevede una pista ciclabile. Esempio lampante di ciò che può comportare un progetto di rigenerazione, il piano per le Pianazze: quartiere a luci ed ombre, i cui abitanti hanno spesso denunciato gravi criticità sociali e di convivenza. La manutenzione, oltre a sorveglianza e prevenzione del crimine, dovrà affiancarsi alle attività di prevenzione ed intervento sociale da effettuarsi in un locale comune che potrà diventare vero e proprio presidio. Mediazione culturale, badante di condominio, infermiere di quartiere, leve che spingono verso la sperimentazione di un condominio sociale, potranno divenire l’arma più efficace contro il degrado.
Chiara Tenca