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24 apr 2015

Pesca 'miracolosa' sul molo, dieci chili di super orate: "Ho un'esca segreta"

Stasi dà spettacolo davanti ai 'colleghi' a mani vuote

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MOLO ITALIA: PESCA PESCATORE ECEZIONALE PESCATA DI VITTORIO STASI PENSIONATO ULTRASETTANTENNE ORIGINARIO DI TARANTO VIVE A LA SPEEZIA DA 23 ANNI ED E ' CONSIDERATO ABILISSIMO PESCATORE TANTO CHE GLI E' STATO AFFIBIATO IL SOPRANNOME DI SAMPEI .

La Spezia, 24 aprile 2015 - Gli occhi taglienti, vivaci, le mani ferme, quelle di un pescatore esperto che non può stare lontano dal mare. Per nulla al mondo. Sono tutti intorno a lui al Molo Italia, per ammirare le nuove eccezionali prede che sono rimaste attaccate all’amo di Vittorio Stasi. Ha 73 anni ‘Vittò’, è tarantino e vive a Spezia dal 1988. «Ho la pensione sociale – ci tiene a specificare l’uomo - . Ero un piccolo imprenditore edile ed artigiano, con una mia ditta familiare che ha costruito case in tutta la provincia, da Lerici alle Cinque Terre, ma non mi è rimasto nulla». Orgoglioso e fiero, però, anche ieri pomeriggio, dei suoi tre pesci finiti nel cesto e pronti ad essere cucinati: tre belle orate, due più piccole da 2,5 chilogrammi e una da quasi 5 chili.

«Ho pescato dalle 6 fino a mezzogiorno. Ne ho persi due o tre, tutti pesanti, ma era un momento in cui bastava buttare giù e subito si tirava su un pesce». Almeno questo riguarda lui, perché intorno, al di là di qualche esemplare sui due etti, gli altri pescatori non possono proprio competere e guardano con invidia mista ad ammirazione. «Era una giornata particolare – prosegue - , perché dopo alcuni giorni con mare calmo e senza correnti, grazie al vento contrario, le orate si sono mosse». Dice di avere un segreto, perché non utilizza i consueti granchi. «Un’esca speciale che mi ha preparato mio genero Piero, un bravo ragazzo ed esperto muratore rimasto disoccupato dopo l’alluvione alle Cinque Terre. L’idea l’ha avuta osservando un ragazzo albanese».

Non manca mai ‘Vittò’ sulla banchina spezzina. «E quando lo faccio, sono tutti contenti perché dicono che le orate vengono solo da me!».Utilizza cinque canne contemporaneamente e una volta aveva anche una barca di 6 metri, con un motore da 80 cavalli. «Due di quelle canne me le ha portate il figlio di un amico avvocato che non c’è più. Alla sua morte il giovane mi disse: ‘queste voleva che le avessi tu’». Vittorio, la passione non l’ha ereditata dal padre. «Era un cacciatore, ma io adoro il mare. Solo tre mesi e mezzo in tutta la mia vita, sono stato distante da questo splendido elemento: durante la malattia di mia moglie». È vedovo dal 2013 Vittorio, ha cinque figli, ma a pescare va sempre da solo. «Soltanto Antonio, ora a Catania, ha questo mio stesso interesse. Ma con me, ho sempre la mia fedele cagnetta Stella».

Marco Magi

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