Luigi Bertonati, il paziente malcapitato
Luigi Bertonati, il paziente malcapitato

Riccò (La Spezia), 12 agosto 2019 - Quasi tre mesi di attesa per un esame che, stando alle indicazioni del medico curante e in base a quanto previsto dall’impegnativa, doveva essere fatto entro dieci giorni. Succede anche questo, nell’azienda sanitaria spezzina.

Succede nonostante le proteste, praticamente quotidiane, contro liste di attesa di dimensioni bibliche. Succede nonostante le rassicurazioni di quanti, dai vertici del sistema sanitario regionale e locale, si sperticano a garantire che la lotta alla mobilità passiva è, nell’elenco delle priorità, l’emergenza sulla quale vengono convogliate le maggiori risorse di programmazione.

Sarà, ma andatelo a raccontare a Luigi Bertonati – 68 anni, residente a Riccò – quanto è stato fatto negli anni per accorciare i tempi di attesa delle prestazioni prenotabili tramite Cup. Partite dai suoi commenti, per la prossima campagna di ‘customer satisfaction’. Luigi vi racconterà che il suo medico di base – «scrupoloso, capace, uno che si dà da fare come pochi e che è sempre al suo posto» – sospetta da tempo che i suoi disturbi alla vista possano essere imputati a una degenerazione della retina, una patologia abbastanza diffusa che provoca un’alterazione e una riduzione della funzionalità della zona centrale dell’occhio, la macula, con una riduzione significativa del campo visivo.

Insomma, una malattia seria, ingravescente, sicuramente da non trascurare. Luigi ha già fatto dei controlli, ma il suo medico per completare la diagnosi ha bisogno di avere a disposizone i risultati di una fluorangiografia: un esame oculistico specifico che consente di studiare accuratamente i vasi sanguigni della retina. Ne ha bisogno urgentemente e compila la ricetta elettronica con la quale il paziente deve andare al Cup per la prenotazione. I tempi sono stretti e nella sezione dedicata alla priorità di prescrizione scrive “entro dieci giorni’’. Luigi è tranquillo. Prende il foglio del dottore e lo porta in via XXIV Maggio. Pensa di sbrigarsela con poco. Non ha dubbi.

Allo sportello del Cup, la doccia gelata: «Dispiace, ma non c’è posto. E non siamo in grado di dirle quando sarà possibile fare l’esame». Lui non crede alle sue orecchie. L’operatore cerca di dare una mano e gli consiglia di bussare all’Urp del distretto. Tutti gentilissimi, ma la risposta è sempre la stessa: «L’esame al momento non si può prenotare. Le faremo sapere». Lui protesta, comprensibilmente. E allora gli viene fatto compilare un modulo di segnalazione, con i propri dati anagrafici e i recapiti telefonici. Nessuno richiama. «Siamo ad agosto – Bertonati non ha mica gli occhi rassegnati, solo un po’ velati dall’età –. Sono stato anche in reparto, ma non c’è stato niente da fare. Mi hanno detto che non ci sono i medici, che gli oculisti devono smaltire le ferie. E nel frattempo io rischio di perdere la vista».