Legionella (Foto di repertorio Spf)
Legionella (Foto di repertorio Spf)

La Spezia, 8 dicembre 2019 -  In settecento - tra militari, dipendenti dell’Arsenale e ditte dell’indotto - da giovedì non posso fruire della mensa numero 2 della base navale, quella in prossimità della Porta Principale. L’altolà è conseguenza dell’applicazione delle procedure di sicurezza scattate a seguito di risultati delle analisi rituali sulle condutture dell’acqua ad uso alimentare effettuate da una ditta incaricata dall’amministrazione: è emersa la presenza del batterio della legionella. Pasti garantiti, comunque, nelle altre mense: nei pressi di Porta Sprugola e nell’area del Dragaggio, ma disagi per gli spostamenti, effettuati con i bus-navetta, e ripercussioni sull’organizzazione del lavoro.
 

La vicenda, oltre a mettere in ansia il personale, ha innescato una dura presa di posizione dei sindacati confederali che, attraverso i segretari della funzione pubblica - Emanuele Bernardini (Cgil), Iliano Calzolari (Cisl) e Andrea Canali (Uil) - lamentano come la situazione sia conseguenza di mancati investimenti. L’Sos diretto è al Capo di stato maggiore della Marina, l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone e al Comandante logistico, l’ammiraglio Edoardo Serra ma è destinato a scuotere la politica là dove le risorse per gli Arsenali sono discendenti dalle sue scelte di priorità del governo.
«Dopo anni di lotta sui problemi afferenti i macchinari, le strutture, le centrali termiche, le autorizzazioni sanitarie e le varie conformità, oggi si sono presentati problemi igienico sanitari.. Le criticità alle mense dello stabilimento - ma anche della caserma Duca degli Abruzzi e del Cssn - evidenziati in occasione della cerimonia per il 150 anni dell’Arsenale, perdurano, anzi aumentano.
La memoria va ad un collega che anni fa morì a causa della legionella: «Si chiamava Pierluigi Mochi...» ricorda Bernardini. E anche all’allarme scattato lo scorso anno nei bagni della mensa 3.
 

Nella  lettera aperta, Cgil, Cisl e Uil danno comunque atto dell’impegno della Marina Militare «per il ripristino delle mense arsenalizie, quantificabile intorno al milione di euro» ma aggiungono che la situazione richiede un ulteriore finanziamento per la completa ristrutturazione di almeno due delle tre strutture presenti in Arsenale».
Che fare inoltre? Tenere alta la guardia. Un leit motiv che si salda alle alle vecchie prese di posizione del segretario del sindacato dei militari Luca Marco Comellini (sulle problematiche - risolte- di nave Zeffiro) che oltre un anno fa fu oggetto della denuncia dello Stato maggiore poi archiviata dalla magistratura.


I confederali chiedono soluzioni immediate: «Per ovviare a questa nuova emergenza, siano corrisposti ai lavoratori dei buoni pasto, evitando così ulteriori rischi per la salute». Ritenuta «indifferibile» la sostituzione di macchinari e impianti vetusti. Dal fronte-Marina la conferma della ricorrenza delle analisi a tutela del personale, degli accertamenti sulle cause del fenomeno e la considerazione probabilistica che questo possa essere un effetto alle gravi condimeteo della scorsa settimana che hanno influito sugli approvvigionamenti idrici. Intanto, mensa 2 off limits per bonifica.
 

Corrado Ricci
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