La campagna è una sfida. La volontà dei più giovani frenata dai troppi ostacoli

I consigli dell’esperto per sopravvivere a oneri fiscali, intoppi burocratici, vecchi e nuovi insetti. Ferrante (Cia): "La passione per la vita all’aperto va abbinata a una giusta programmazione".

La campagna è una sfida. La volontà dei più giovani frenata dai troppi ostacoli

La campagna è una sfida. La volontà dei più giovani frenata dai troppi ostacoli

La nuova frontiera sembrerebbe quella che apre la possibilità di tornare a lavorare in campagna. Ma sarà poi così vero ? Il fascino della vita immersa nella natura, con ritmi più lenti rispetto a quelli della città e lontano dai problemi quotidiani di inquinamento, traffico, zone riservate ai residenti oppure a automobili di nuova generazione è sicuramente forte. Ma l’appeal va tenuto separato dalla prospettiva professionale. Allevare bestiame, coltivare ortaggi, aprire aziende di olio e vino infatti è molto più difficile e impegnativo di quanto potrebbe sembrare. Ai vari problemi economici, fiscali, burocratici si aggiunge il dilagare di nuovi insetti, funghi e virus fino a qualche anno fa sconosciuti ma frutto dell’importazione e dei continui scambi di merci con paesi lontani. E poi un variegato assortimento di animali tornati a far presenza sul nostro territorio, a partire dal lupo. Un predatore che sembrava esiliato in località lontane e che invece ha iniziato a migrare inseguendo i cinghiali, ormai diventati quasi ’domestici’.

Allora è vero che i giovani hanno riscoperto l’agricoltura? A sentire Alessandro Ferrante presidente di Cia Agricoltura la tendenza non è esattamente questa. "Non è proprio vero – spiega – che il nuovo fronte occupazionale sia rappresentato dal mondo agricolo. Ci sono aziende storiche che vanno avanti con le spalle protette da investimenti del passato, ma per chi vuole aprire oggi una attività legata all’agricoltura e all’allevamento la strada parte in salita".

Perché?

"I motivi sono tanti, a partire intanto dalla difficoltà di trovare terreni coltivabili o comunque adatti al pascolo che rispondano alla reddittività minima. Per un oliveto occorrono almeno sei ettari, e per questo sono poche le aziende produttrici di olio, senza contare i problemi legati agli insetti che stanno mettendo in ginocchio la produzione. Poi ci sono difficoltà legate al credito, perché sono sempre meno gli istituti bancari pronti a sostenere progetti senza adeguate coperture e garanzie. Quindi anche a livello burocratico si naviga in acque molto agitate. Anni fa in Regione Liguria gli addetti al disbrigo delle pratiche agricole erano forse più del doppio degli attuali e le risposte arrivavano in tempi rapidi. Adesso per ottenerle ci voglio 18 mesi, non sono tempi consoni alle imprese agricole".

E chi continua ad andare avanti, allora?

"Resiste chi ha alle spalle una tradizione familiare e può portare avanti il lavoro avviato dai nonni e poi proseguito dai genitori: soltanto così è possibile contare su quella stabilità e solidità necessarie a ottenere finanziamenti. Anche i viticoltori, che dalle nostre parti sono diventati un simbolo di prosperità, pur avendo fatturati importanti devono comunque stare molto attenti ai bilanci".

Quindi è un po’ romanzato affermare che sia in aumento il numero di giovani che cambiano lavoro dedicandosi all’agricoltura?

"Qualche caso ci può essere, però è assai più frequente imboccare il percorso in direzione contraria. Posso fare l’esempio di un giovane che dall’azienda agricola è passato a fare il giardiniere in un Comune del territorio, perché almeno lo stipendio a fine mese è garantito".

Il consiglio che può dare?

"Stringere i denti – conclude Alessandro Ferrante – è fondamentale, ma lo è anche programmare nuove soluzioni. Ad esempio abbinare l’agricoltura alla ristorazione oppure all’ospitalità. Un investimento in agricoltura offre i frutti dopo 3-4 anni mentre le camere in affitto e comunque uno spazio degustazione forniscono risposte immediate, soprattutto se inseriti in un contesto di campagna e di contatto con la natura".

Massimo Merluzzi